Economia e Lavoro

Snam: 3,88 mld ricavi nel 2025, utile a 1,4 mld. Scornajenchi, su gas Italia meno esposta di altri Paesi

 

“L’Italia è meno esposta di altri Paesi” a possibili turbolenze nei flussi di gas dall’area del Golfo, grazie alla diversificazione degli scorsi anni che ha portato il nostro Paese “ad avere dieci punti di ingresso, cinque via tubo e cinque via mare”. L’amministratore delegato Agostino Scornajenchi di Snam è netto nel descrivere le conseguenze sull’Italia – con le forti tensioni sui mercati energetici – derivanti dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran. Tema che ha contraddistinto la giornata di presentazione dei risultati 2025 della società energetica, in cui la Snam ha reso noto anche il suo Piano Strategico 2026-2030.

 

Dossier rilevante è quello degli stoccaggi in vista della prossima stagione invernale, legato in particolare ai prezzi delle forniture: tema su cui “ci saranno valutazioni sul medio termine”, a seconda della durata del conflitto. In un contesto in cui già oggi “siamo al 45% dello stoccaggio, ben oltre la media europea, a stagione termica praticamente conclusa”, ha sottolineato Scornajenchi. Tutti i carichi di gnl in arrivo a marzo dal Qatar – che vale circa l’8% del nostro import – “sono confermati”, ha ribadito l’ad, sottolineando inoltre “l’assenza di criticità” per quanto riguarda la sicurezza delle infrastrutture di Snam e l’attuale mancanza “di impatti materiali per la società” da quanto avviene in Ucraina e in Medio Oriente. Per Scornajenchi, venendo alle conseguenze sul nostro Paese dei possibili rincari energetici, bisogna in primis “dare merito al governo di aver proposto una serie di misure per ridurre il costo dell’energia”, in particolare “la decisione di provare a correggere alcune distorsioni dovute all’impatto della disciplina Ets”, ritenuta un tema “per la competitività dell’industria italiana”. Snam, in questo contesto, “sta assistendo e assisterà il governo nella valutazione della situazione”, ha sottolineato l’ad, prima di concentrarsi sui risultati finanziari di Snam e sulle prospettive indicate nel Piano Strategico.

 

Nel 2025, i ricavi totali sono stati pari a 3,885 miliardi di euro (+8,9% rispetto al 2024) , con utile netto a 1,422 miliardi di euro (+10,3%) ed Ebitda pari a 2,969 miliardi di euro. Risultati definiti “solidi e ben oltre la guidance”, consentendo così di proporre all’Assemblea degli Azionisti un dividendo complessivo da 0,3021 euro per azione nel 2025, dato in crescita del 4% annuo. Mentre all’interno di un Piano Strategico costruito “per creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato, sicuro e competitivo”, sono previsti investimenti per 14 miliardi di euro, focalizzati su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e programma di asset rotation da circa 3 miliardi di euro.

 

Scornajenchi si è poi soffermato sul futuro del rigassificatore di Piombino, al centro di un dibattito politico incentrato sull’opportunità della sua permanenza nel porto toscano. L’hub di rigassificazione è ritenuto “importante in quanto tra i terminal più efficienti e performanti d’Europa”, ha dichiarato l’ad di Snam anche alla luce della situazione attuale, dato che “da lì passa circa l’8% del gas italiano, lo stesso volume che arriva dal Qatar”. Scornajenchi ha poi confermato i colloqui in corso con le istituzioni competenti “al fine di valutare la migliore soluzione per la permanenza della nave”. Focus anche sulle partecipazioni azionarie e su eventuali dismissioni delle quote in portafoglio, da Italgas (“siamo soddisfatti, anche alla luce dei risultati ottenuti dalla società”) a De Nora (“quota non strettamente ‘core’ di una società che rimane nostro partner storico” ma su cui “non c’è fretta” di prendere una decisione). E la Borsa premia a fine seduta i risultati e le prospettive della società, con il titolo che conquista a piazza Affari l’1,57% a 6,46 euro per azione.

(La Presse)

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