di Lucrezia Clemente (*)
Madrid (Spagna), 10 lug. (LaPresse) – E’ stata una notte da incubo nella provincia spagnola di Almeria, dove un incendio, divampato giovedì a Los Gallardos, territorio semiarido vicino a note località turistiche, ha tolto la vita a 12 persone. Altre otto sono rimaste ferite, di cui quattro in modo grave e al momento 23 persone non sono state ancora localizzate. Le fiamme hanno divorato 3.200 ettari avanzando a grande rapidità. Le vittime stavano tentando una fuga disperata e non avrebbero seguito le indicazioni dei soccorritori. Un gruppo di quattro persone è salito in macchina cercando di scappare ma è stato travolto dal rogo. Le autorità della regione dell’Andalusia ritengono che si tratti di cittadini britannici perché il volante era sul lato destro dell’auto. Un altro gruppo di una decina di persone ha cercato di mettersi in salvo percorrendo un’altra via rispetto a quella indicata, secondo quanto riferito dall’assessore alla Sanità Antonio Sanz. Una scelta che si è rivelata una trappola mortale. Otto di loro hanno perso la vita. Erano quasi tutti stranieri, provenienti dal Regno Unito e dal Belgio a parte un cittadino spagnolo. Il premier Pedro Sanchez ha espresso “enorme tristezza e sconforto” mentre i reali Felipe VI e Letizia si sono detti “sconvolti per la tragedia”. Oltre mille persone sono state evacuate dalle aree a rischio mentre 150 vigili del fuoco e 220 militari dell’unità di emergenza Ume stanno cercando di fermare l’avanzata delle fiamme con le condizioni meteorologiche che non sono d’aiuto. “La vegetazione secca, conseguenza dell’ondata di caldo, insieme al vento, è diventata una bomba a orologeria”, ha detto il governatore dell’Andalusia Juanma Moreno Bonilla, avvertendo del fatto che sarà un’estate “molto difficile”. La Spagna è uscita nelle scorse ore da una seconda ondata di caldo con temperature fino a 44 °C. Secondo i dati del Sistema di monitoraggio della mortalità giornaliera (MoMo) dell’Istituto di salute Carlos III, da domenica almeno 463 persone hanno perso la vita per cause legate al caldo estremo. L’abbandono delle aree rurali ha favorito poi l’accumulo di vegetazione secca diventata un combustibile micidiale per i roghi. Gli agenti della Guardia Civil stanno setacciando le case che si trovano nella zona colpita dal rogo alla ricerca di possibili vittime mentre nel Paese iberico è riesplosa la richiesta di fare di più per prevenire gli incendi, che ogni anno colpiscono con forza sempre maggiore il Paese, e di preparare la popolazione a eventi simili. Secondo la Guardia Civil l’ipotesi principale è che il rogo si sia generato per la caduta di un cavo elettrico lungo la strada. Secondo fonti della compagnia energetica Endesa invece, il cavo segnalato, che sarebbe di un impianto privato, sarebbe stato privo di tensione. Il governo regionale dell’Andalusia ha dichiarato tre giorni di lutto e ha disposto che la cerimonia di insediamento del nuovo esecutivo si svolgesse da remoto. Moreno Bonilla è stato confermato alla carica di governatore dopo l’accordo raggiunto tra il Partito popolare e Vox, che include in materia ambientale il rifiuto di quello che viene definito “fanatismo climatico”. In Spagna la scorsa estate gli incendi hanno bruciato oltre 393.000 ettari. Roghi e caldo estremo non interessano solo il Paese iberico. L’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente al mondo, con temperature in aumento a un ritmo doppio rispetto alla media globale dagli anni ’80, secondo il Servizio Copernicus per il cambiamento climatico dell’Unione Europea. Alcune zone dell’Europa occidentale stanno affrontando la terza ondata di caldo in sei settimane. A livello globale, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con diverse intense ondate di calore in tutta Europa. La Spagna ha ricevuto la solidarietà dall’Ue e dall’Italia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al re Felipe VI e la premier Giorgia Meloni ha espresso “profondo cordoglio per le vittime”.
(*) La Presse
