Cronaca

Strage di Altavilla, gli indagati a bocca chiusa davanti al Gip

Hanno scelto il silenzio Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente, accusati del triplice omicidio di Altavilla Milicia, che ha sconvolto la cittadina in provincia di Palermo. Oggi, nel carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano, si è tenuta l’udienza di convalida del fermo dell’imbianchino, accusato di avere ucciso la moglie e i suoi due figli, e della coppia di palermitani che avrebbero partecipato al triplice delitto.  Il legale di Barreca, Giancarlo Barracato, incontrando i cronisti all’uscita del Pagliarelli, ha spiegato: “il mio assistito è sotto choc, non sembra capire cosa sia accaduto. È una persona profondamente provata. Mi ha detto alcune cose sulla sua famiglia e sostiene di avere fatto gli interessi dei suoi cari”.
Fina e Carandente sono difesi dagli avvocati Sergio e Vincenzo Sparti: “entrambi si professano innocenti e sono molto provati – le parole dei due legali -. Carandente ha riferito di essere stato minacciato e intimidito in carcere. In loro c’è un fervore religioso totalizzante ma bisogna ancora capire alcune cose”.
La Procura di Termini Imerese, che indaga sull’orrore di Altavilla Milicia, intanto ha convocato una conferenza stampa per venerdì mattina, presso la Compagnia carabinieri di Bagheria. Ad incontrare i giornalisti sarà il procuratore Ambrogio Cartosio.

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