Cronaca

Supercaldo, Coldiretti: “La siccità brucia un campo di grano su quattro”

Produzione di “duro” ai minimi da 15 anni, allarme per l’invasione di cereale straniero (+15%) spesso trattato con sostanze vietate in Italia*

La siccità ha bruciato in Italia un campo di grano su 5, con un crollo atteso della produzione nazionale di grano almeno del 20% per effetto della mancanza di pioggia e del caldo torrido che hanno colpito le campagne del Sud Italia, a partire dalla Puglia e della Sicilia, dove si produce quasi la metà del totale nazionale di frumento duro. E anche al Nord le prime trebbiature sul grano danno una fotografia allarmante in termini quantitativi con cali dell’ordine del 20% ma ottimi segnali dal punto di vista qualitativo. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati Cai – Consorzi Agrari d’Italia diffusa in occasione del via alla mietitura.

I primi risultati che vengono dall’avvio delle operazioni di raccolta stanno confermando le previsioni negative delle scorse settimane, con punte di calo del 40/50% per il grano duro al Sud Italia dove si sentono i drammatici effetti della siccità, a partire dai due “granai d’Italia”. In Puglia si registrano rese per ettaro praticamente dimezzate, mentre in Sicilia molte aziende hanno addirittura rinunciato a raccogliere, mentre in alcune zone la produzione è stata letteralmente azzerata, facendo prevedere un crollo della produzione nazionale intorno ai 3 miliardi di chili, la più bassa degli ultimi 15 anni.  L’unica notizia positiva arriva dalla qualità, mediamente buona-ottima. Un trend che aggrava il calo delle semine già registrato a inizio campagna sulla spinta del crollo dei prezzi pagati agli agricoltori causato dall’invasione di prodotto straniero, con le superfici del grano duro scese sotto gli 1,2 milioni ettari (mai così basse negli ultimi 6 anni) e punte del 17% nel centro Italia e di oltre l’11% nel sud e nelle isole rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi di Coldiretti.

Agli effetti dei cambiamenti climatici si sono, infatti, sommati quelli della concorrenza sleale. Dopo un 2023 che ha visto una vera e propria invasione di cereali turchi e russi, nei primi tre mesi del 2024 hanno varcato i confini nazionali oltre 2,1 miliardi di chili tra grano duro e tenero, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con i maggiori incrementi che si registrano per gli arrivi da Turchia, Kazakhistan e Ucraina. Arrivi che si sono moltiplicati proprio in concomitanza della fase di raccolta del grano italiano e dell’avvio della nuova campagna di commercializzazione.
Nonostante le previsioni negative sulla raccolta, la prima quotazione registrata alla borsa merci di Foggia è stato quotato ben 13 euro alla tonnellata in meno rispetto all’ultima quotazione della mietitura 2023, una cifra drammaticamente sotto i costi di produzione.
La Turchia, in particolare, potrebbe disporre quest’anno di una considerevole quantità di grano per le esportazioni. Un fiume di prodotto destinato a essere trasformato in pasta italiana ma anche in pane e biscotti, sui quali peraltro non vige alcun obbligo di indicazione dell’etichetta d’origine.

Nella coltivazione del grano turco vengono peraltro usate – denuncia Coldiretti – sostanze da anni vietate in Europa, dal Carbendazim, un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, al Malathion un altro fungicida tossico per le api, dal Cyflutrin, insetticida anch’esso cancerogeno, al Glifosato, l’essiccante vietato in Italia in pre raccolta e usato anche sul grano canadese e su quello russo, che viene prodotto utilizzando un’altra sostanza non permessa nella Ue, l’erbicida Fenoxaprop P ethyl. Il grano ucraino viene, invece prodotto usando il Chlorothalonil, un fungicida sospetto cancerogeno.

Assieme alla salute dei consumatori in pericolo c’è il futuro di circa duecentomila aziende agricole impegnate a coltivare il grano in Italia che – continua la Coldiretti – è prima in Europa e seconda nel mondo nella produzione di grano duro destinato alla pasta.

“Sulle importazioni dall’estero occorre far rispettare il principio di reciprocità poiché non è possibile tollerare l’invasione di grano trattato con sostanze che da noi sono vietate da decenni – denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. Ma occorre anche ridurre la dipendenza dall’estero promuovendo lo strumento degli accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali. Contro gli effetti dei cambiamenti climatici serve poi investire per aumentare produzione e le rese dei terreni, accelerando l’impiego delle nuove tecniche di evoluzione assistita (Tea), realizzando bacini di accumulo delle acque piovane, ma anche contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni”.

 

3Bmeteo: “Caldo africano nel weekend ma dal 1 luglio nuovo stop all’estate con temporali e calo termico”

 

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “weekend con anticiclone africano ma anche qualche forte temporale su parte del Nord. Nuovo dietrofront dell’estate la prossima settimana con una perturbazione che porterà piogge, temporali e un generale calo delle temperature”

 

ANTICICLONE AFRICANO NEL WEEKEND MA ANCHE QUALCHE FORTE TEMPORALE AL NORD – “Dopo tanto maltempo il Nord sta sperimentando finalmente una tregua che tuttavia durerà poco. Il fine settimana vedrà infatti il ritorno di qualche rovescio o temporale anche forte su Alpi, Piemonte e Lombardia, in particolare sabato sera quando non si escludono anche locali grandinate, nubifragi e colpi di vento” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che prosegue – “sul resto d’Italia condizioni invece di tempo stabile e in prevalenza soleggiato, anche se i cieli potranno a tratti venire nuovamente offuscati sia dal passaggio di nubi medio-alte, più o meno estese, ma ancora una volta anche dal pulviscolo sahariano sospinto dai venti provenienti deserto algerino.”

PUNTE DI OLTRE 35-37°C – “Proprio le calde correnti nord africane che alimenteranno l’anticiclone faranno nuovamente impennare le temperature in particolare al Centrosud” – avverte Ferrara di 3bmeteo.com –“tra sabato e domenica previsti picchi di oltre 34-35°C sulle zone interne lontane dal mare, fino a punte anche di 38°C al Sud e prossime ai 40°C sulla Sicilia. Meno caldo al Nord, per quanto si potranno comunque superare punte di 32-33°C, ma con afa accentuata in Pianura Padana, Liguria e in generale lungo i settori costieri della Penisola”.

NUOVO BREAK TEMPORALESCO NELLA PROSSIMA SETTIMANA – “Cambierà tutto lunedì prossimo, con luglio che esordirà all’insegna del tempo instabile. Una perturbazione atlantica infatti affonderà il colpo sull’Italia portando rovesci e temporali sparsi probabilmente per 3-4 giorni, in movimento dal Nord verso il Centrosud. Saranno possibili locali nubifragi, allagamenti, grandinate e raffiche di vento. Il tutto accompagnato da un generale calo delle temperature, anche di oltre 6-8°C al Centronord. Ai margini dell’azione ciclonica con tutta probabilità le Isole Maggiori e in particolare la Sicilia, che invece avrebbe bisogno di preziose precipitazioni vista la grave siccità che affligge attualmente l’isola e non solo.”

 

Rinvenuta dalle Fiamme Gialle a Bologna mezza tonnellata di cosmetici e farmaci illegali occultati nelle valigie in aeroporto

 

 

Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato, presso l’aeroporto internazionale “Guglielmo Marconi”, oltre 500 chilogrammi di cosmetici e farmaci illegali.

In particolare, i funzionari doganali e i militari operanti hanno sottoposto a controllo undici passeggeri – di nazionalità nigeriana, afghana, guineana, maliana, ghanese e cinese- in arrivo da rispettivi Paesi d’origine, che avevano tentato di occultare, nelle valigie che portavano al seguito, oltre 11.000 prodotti tra cosmetici e farmaci illegali, di natura antidolorifica e antibiotica.

L’introduzione di farmaci sul territorio nazionale senza le prescritte autorizzazioni dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) è vietata; pertanto, tutti i prodotti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale e i responsabili denunciati alla locale Procura della Repubblica per le violazioni al D.lgs. 204/2015 e al D.lgs. 219/2006.

L’attività rientra nel quadro di un più ampio piano di intensificazione dei controlli in materia di sicurezza prodotti, condotto dalla Guardia di Finanza in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in virtù del protocollo d’intesa siglato il 03 aprile 2023, al fine di preservare il mercato dalla diffusione di merce non conforme agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea e, quindi, potenzialmente pericolosa e nociva per la salute dei cittadini.

In particolare l’acquisto di medicinali al di fuori dei circuiti ufficiali pone in serio pericolo la salute degli utilizzatori, in quanto tali prodotti, non certificati e non autorizzati dalle competenti Autorità sanitarie, sono soggetti al rischio di essere alterati o modificati rispetto agli equivalenti farmaci originali oppure possono contenere percentuali di principio attivo diverse da quelle consentite nel nostro Paese.

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