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Teheran rinuncia a scorte uranio arricchito, forse in Russia

Russian President Vladimir Putin listens to Omsk Region Governor Vitaly Khotsenko during their meeting at the Kremlin in Moscow, Monday, May 25, 2026. (Vyacheslav Prokofyev/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l’impegno dell’Iran a non perseguire un’arma nucleare e Teheran ha accettato di rinunciare alle sue scorte di uranio altamente arricchito.

È quanto riferiscono funzionari regionali. Secondo una fonte, con conoscenza diretta dei negoziati, le modalità con cui l’Iran rinuncerà al proprio uranio altamente arricchito saranno oggetto di ulteriori negoziati nel corso di un periodo di 60 giorni ed è altamente probabile che una parte della quantità venga diluita, mentre il resto sarà trasferito in un paese terzo, potenzialmente la Russia.

L’Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, a un passo tecnico dal livello del 90% necessario per la produzione di armi, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Sempre secondo la fonte regionale, lo Stretto di Hormuz verrà gradualmente riaperto parallelamente alla fine del blocco statunitense dei porti iraniani.

Inoltre gli Stati Uniti consentiranno all’Iran di vendere il proprio petrolio attraverso deroghe alle sanzioni, ha affermato un secondo funzionario informato sui negoziati, aggiungendo che l’alleviamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati saranno negoziati durante il periodo di 60 giorni. Entrambi i funzionari regionali hanno affermato che la bozza dell’accordo prevede la fine della guerra fra Israele e Hezbollah in Libano, nonché un impegno a non interferire negli affari interni dei Paesi della regione.

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