Economia e Lavoro

Tassi: Fed, Bce e Banca d’Inghilterra rialzano i tassi. Maxi-stretta contro l’inflazione

 

La Fed alza i tassi di mezzo punto percentuale, chiudendo il 2023 con il primo colpo di freno a una maxi-stretta che ha visto quattro aumenti consecutivi da 75 punti base.

Una mossa che prende atto della frenata dell’inflazione (7,1% a novembre) e del rallentamento dell’economia, ma non prelude a uno stop: il ritmo dei rialzi “resterà appropriato”. A seguire anche la Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi di mezzo punto percentuale al 3,5%, con una decisione presa con una maggioranza di sei a tre nel Comitato di politica monetaria. La decisione arriva nonostante la stessa Bank of England veda l’economia nel mezzo di una recessione, con il Pil atteso in contrazione dello 0,1% nel quarto trimestre 2022. Stesso scenario per la Bce, con le Borse deboli e i Btp che tornano sotto tensione: il differenziale è tornato a superare 194 col rendimento a un passo dalla soglia di guardia (4%) per i rilievi della Ue su alcuni aspetti della legge di bilancio, dal tetto al contante alla sanatoria ai limiti ai pagamenti elettronici, alcuni dei quali parte integrante del Pnrr che i mercati vedono come cruciale per l’Italia. Sul punto la Bce non ha perso tempo, vsito cheha deciso di alzare i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale, portando il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,5% e quello sui prestiti marginali al 2,75%.  Lo comunica la banca centrale, con una mossa che ricalca quella della Fed di ieri che ha portato i tassi al 4,25%/4,5%. Il consiglio direttivo della Bce “si aspetta di alzare ulteriormente i tassi”, inoltre la Bce annuncia che avvierà il quantitative tightening, il processo con cui inizierà a liberarsi dei bond comprati negli anni, “a partire dagli inizi di marzo 2023”. Il portafoglio del programma App “sarà ridotto a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l’Eurosistema reinvestirà solo in parte il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Il ritmo di tale riduzione sarà pari in media a 15 miliardi di euro al mese sino alla fine del secondo trimestre del 2023 e verrà poi determinato nel corso del tempo”.

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