di Stefano Bertolino
(La Presse) Sarà l’Otello di Giuseppe Verdi ad aprire la stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala, con la Prima del 7 dicembre. Un’edizione speciale con un programma è tra i più ricchi di sempre: 13 opere, 7 balletti, altrettanti concerti e numerose attività rivolte ai più giovani. Sul podio salirà il maestro Myung-Whun Chung, al suo debutto come direttore musicale del Teatro, mentre la regia è affidata a Damiano Michieletto. “Il fatto che Verdi abbia scritto l’Otello a 73 anni, esattamente i miei anni oggi, mi rende qualificato almeno umanamente nel tentare ancora una volta quest’opera”, ha dichiarato il maestro coreano nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta a Milano alla presenza, tra gli altri, del sindaco Giuseppe Sala, della senatrice a vita Liliana Segre e del sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Federico Freni. Chung ha ricordato il suo legame trentasettennale con l’orchestra scaligera: “Io amo l’Italia, amo questi musicisti e questa orchestra: già dalla prima prova avevo l’impressione che loro mi capissero, il che è una cosa rara”. Il direttore ha aggiunto, scherzando con la stampa, di essere arrivato in Italia la prima volta non per la musica, ma per il cibo, e ha promesso di scoprire meglio Milano, finora frequentata quasi esclusivamente lungo la strada tra l’albergo e il Teatro. “Studierò anche meglio l’italiano, perché l’ho imparato nei ristoranti”, ha ironizzato Chung, raccogliendo l’invito del sindaco a scoprire maggiormente la vita della città.
Il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina ha anticipato una scelta registicamente significativa: per la prima volta il protagonista dell’Otello non sarà truccato di nero. “La forza di questo personaggio è tale da trascendere il colore della pelle”, ha spiegato Ortombina, sottolineando come la lettura di Boito e Verdi vada in questa direzione. Il sovrintendente ha poi affrontato il tema dell’accessibilità, annunciando un aumento selettivo dei prezzi in alcuni settori del teatro, il cui ricavato verrà reinvestito in sconti e agevolazioni per il pubblico meno abbiente. “Mi piacerebbe che alla fine del mio mandato non ci fosse più nessun milanese che continuasse a dire che non è mai potuto andare alla Scala”, ha concluso Ortombina.
