Il corridoio marittimo ucraino sta affrontando una delle crisi più profonde dall’inizio del conflitto. I massicci e sistematici attacchi russi contro le infrastrutture portuali e, più recentemente, il mirino puntato direttamente sui mercantili, hanno innescato una reazione a catena nel settore logistico e finanziario globale. Gli armatori stranieri, preoccupati per l’incolumità degli equipaggi e la sicurezza delle flotte, stanno annullando in massa i contratti di noleggio per i porti ucraini del Mar Nero.
A dare il colpo di grazia alla navigazione è il settore assicurativo. Secondo la pubblicazione specializzata ASAP Agri, le compagnie hanno annunciato un drastico aumento del premio per la copertura del carico contro i rischi di guerra nelle acque ucraine, salito all’1,00% (con un bonus del 50% in assenza di sinistri). Molti assicuratori si rifiutano persino di emettere nuove polizze. Senza coperture adeguate, viaggiare in queste acque è diventato un azzardo impraticabile per la maggior parte delle compagnie di navigazione, provocando un blocco quasi totale delle spedizioni agricole via mare.
Le conseguenze per l’economia di Kiev sono drammatiche, dato che l’export di cereali garantisce una quota vitale delle entrate in valuta estera del bilancio statale. L’Ucraina ha già perso circa un terzo della sua capacità di esportazione attraverso i principali scali marittimi. Questa paralisi si riflette pesantemente sul mercato interno: i pochi commercianti ancora operativi sono costretti a ridurre drasticamente i prezzi di acquisto del grano del nuovo raccolto per compensare i costi logistici e i rischi proibitivi.
Da maggio, il prezzo all’ingrosso interno del grano ucraino è crollato di 700 UAH, quello dell’orzo di 1.500 UAH e quello del mais di 600 UAH, azzerando la redditività delle aziende agricole e creando un pericoloso eccesso di scorte nei magazzini.
Mentre l’agricoltura ucraina soffoca, i mercati internazionali reagiscono in modo opposto: in Europa i prezzi dei cereali sono in netto aumento a causa della riduzione dell’offerta. Il protrarsi del blocco dei porti non solo aumenta la pressione interna sui produttori di Kiev, ma rischia di causare una perdita strutturale delle quote di mercato dell’Ucraina.
Sui mercati tradizionali, infatti, il vuoto lasciato dai prodotti ucraini viene rapidamente colmato dai concorrenti internazionali e dai partner dell’Unione Europea, modificando gli equilibri geopolitici ed economici del commercio globale di materie prime.
Red
