Politica

Tensioni nel centrodestra: il congresso della Lega e la partita delle regionali

di Viola Scipioni

 

A pochi giorni dal congresso federale della Lega, il centrodestra si trova ad affrontare tensioni interne che potrebbero ridefinire i rapporti di forza nella coalizione di governo. Giorgia Meloni osserva con attenzione le mosse di Matteo Salvini, consapevole che la sua rielezione alla guida del Carroccio potrebbe non essere sufficiente a placare i malumori all’interno del partito e, soprattutto, a ristabilire un equilibrio tra gli alleati.

«Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la coalizione, senza inutili divisioni», ha dichiarato un esponente di Fratelli d’Italia vicino alla premier. Tuttavia, la questione delle candidature alle prossime elezioni regionali, in particolare in Veneto, rischia di essere un ulteriore motivo di scontro tra i due partiti.

Il congresso del 5 aprile vedrà Salvini confermato alla guida del partito senza particolari sfidanti interni, ma il segretario leghista deve fare i conti con le pressioni di una base sempre più esigente. La mozione che accompagnerà la sua rielezione, redatta da Alberto Stefani, segretario della Liga Veneta, riporta al centro il tema dell’autonomia differenziata e della “questione settentrionale”.

«L’attuazione dell’autonomia è una necessità improrogabile», si legge nel documento che sarà discusso al congresso. Un chiaro segnale a Fratelli d’Italia e Forza Italia, accusati da alcuni esponenti leghisti di non aver spinto abbastanza per l’approvazione della riforma.

Uno dei nodi più delicati resta la scelta del candidato del centrodestra per le regionali in Veneto. Dopo quindici anni di presidenza leghista con Luca Zaia, il Carroccio vuole mantenere il controllo sulla regione, ma Fratelli d’Italia ha manifestato più volte la volontà di esprimere un proprio candidato. «Non possiamo accettare imposizioni: il Veneto è un nostro terreno storico», ha affermato un deputato leghista, sottolineando la posta in gioco per Salvini.

Meloni, consapevole del rischio di incrinare definitivamente i rapporti con la Lega, sta valutando la possibilità di lasciare campo libero a Salvini in Veneto in cambio della candidatura di un esponente di Fratelli d’Italia in Campania. «Siamo una squadra, ogni decisione sarà presa nell’interesse della coalizione», ha dichiarato Ignazio La Russa, lasciando intendere che la premier potrebbe preferire una strategia di lungo periodo, puntando magari sulla Lombardia nel 2027.

Nel frattempo, Forza Italia deve rivedere i propri piani per la Campania, dove la candidatura dell’europarlamentare Fulvio Martusciello sembra sempre meno percorribile a causa di recenti vicende giudiziarie. La possibilità che Fratelli d’Italia ottenga il candidato in Campania si fa sempre più concreta, con il nome del Viceministro Edmondo Cirielli tra i papabili.

Le tensioni tra gli alleati sono palpabili, ma tutti sono consapevoli che un’eventuale crisi della Lega potrebbe avere ripercussioni all’interno dell’esecutivo. Salvini, con il congresso alle porte, vuole dimostrare di avere ancora il controllo del partito e il peso politico necessario per influenzare le scelte della coalizione. Meloni, dal canto suo, punta a una mediazione che le consenta di mantenere saldo il governo senza rinunciare a consolidare la leadership del suo partito.

Il centrodestra si avvicina quindi a una fase cruciale: il 6 aprile, dopo il congresso della Lega, si capirà se le tensioni si attenueranno o se gli equilibri della coalizione subiranno un ulteriore scossone.

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