Cronaca

Tenta una rapina dal tabaccaio che reagisce e lo uccide

Un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da taglio stamani intorno alle 5 a Milano, in via Giovanni da Cermenate: è un italiano di 37 anni che, secondo le prime informazioni, aveva cercato di compiere una rapina in un bar il cui titolare, cinese, ha reagito ferendolo mortalmente con delle forbici. Sul luogo dell’omicidio sono arrivati gli agenti della polizia di Stato con le Volanti per i rilievi. Con loro anche le autorità giudiziarie. Il tratto di strada è stato chiuso al traffico dal nastro bianco azzurro della Scientifica. Stando a una prima ricostruzione degli investigatori, il trentasettenne era insieme a un complice. I due avrebbero cercato di assaltare il locale al civico 35A, all’angolo con via privata Vivarini. I titolari del locale – anche loro in due, entrambi di origini cinesi, di 31 e 49 anni – hanno però reagito. Il più giovane, in particolare, ha ferito a morte uno dei due presunti ladri, mentre l’altro è riuscito a fuggire. A terra, a pochi metri dall’ingresso dell’attività c’è un malloppo di tagliandi del gratta e vinci, che probabilmente il trentasettenne stava cercando di portare via con sé.

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Questa volta i controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in sinergia con l’Arma territoriale, hanno interessato diverse aziende agricole del capoluogo siciliano e provincia per il contrasto del triste fenomeno del caporalato e l’abuso del lavoro sommerso, scaturenti dallo stato di bisogno da parte di alcune fasce di cittadini più deboli, nell’ambito del più ampio piano nazionale della lotta al sommerso disposto a livello centrale. A finire sotto l’attività ispettiva dei Carabinieri specializzati nella tutela del lavoro, sono state 6 imprese nel settore agricolo, di cui 4 risultate irregolari; tra le violazioni in materia di lavoro più ricorrenti sono state rilevate: mancata formazione e informazione dei lavoratori, mancata sorveglianza sanitaria e mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. In sede di ispezione è stata accertata anche la presenza di 2 lavoratori in nero su un totale di 24 controllati, di cui anche 1 minore extracomunitario. È stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver occupato “in nero” oltre il 10% dei lavoratori, irrogando contestualmente una sanzione aggiuntiva pari a € 3.700,00, impedendo – così – alla ditta di continuare a lavorare in circostanze di illegalità nelle posizioni lavorative dei propri dipendenti. Sono state, inoltre, elevate ammende per un totale di € 82.317,76, e sanzioni amministrative per un totale di € 7.800,00. Si è provveduto al deferimento alla Procura della Repubblica degli imprenditori titolari delle aziende risultate irregolari.

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