Esteri

Tinubu, presidente della Nigeria e dell’ECOWAS amico di Washinton

 

di Giuliano Longo

 

Il 28 luglio, poco dopo il colpo di stato dei militari nel Niger che ha destituito e arrestato il presidente sostenuto dall’Occidente, il leader della Nigeria  e della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) Bola Tinubu (nella foto), ha avvertito che un gruppo di nazioni africane “non tollererà alcun situazione che rende incapace il governo democraticamente eletto”. Dell’ECOWAS fanno parte  Benin, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, Sénégal e Togo. Due giorni dopo, l’ECOWAS ha imposto severe sanzioni al Niger minacciando l’intervento militare.  Sabato 6 luglio, un giorno prima della scadenza dell’ultimatum, i leader della Comunità hanno approvato un piano per invadere il paese affermando “non avvertiremo i golpisti su quando e dove colpiremo”. I vicini Burkina Faso, Mali e Guinea,anch’essi governati da amministrazioni militari che hanno recentemente preso il potere con la forza, hanno invece avvertito che qualsiasi attacco al Niger sarà visto come un attacco anche contro di loro. Alla guida della coalizione filo-occidentale il presidente della Nigeria Bola Tinubu, uno degli uomini più ricchi e più discussi del Paese che , secondo i documenti esaminati dalla rivista di inchiesta   The Grayzone,è da tempo  un fedele alleato degli Stati Uniti.  Per oltre 30 anni è stato una  personalità importante nella scena politica ed economica della Nigeria, ma  il suo potere è rimasto sottotraccia per il  pubblico internazionale fino al 2023, quando è diventato presidente dell’ECOWAS con il sostegno USA. In qualità di presidente, ha sostenuto il regime di riforme economiche suggerito dal Fondo monetario internazionale  e dalla Banca mondiale, rafforzando i suoi legami con Washington che,  secondo numerosi cablogrammi riservati del Dipartimento di Stato resi pubblici  da WikiLeaks, faceva molto affidamento sulle sue valutazioni per quanto riguarda la Nigeria.  La sua attività in  ECOWAS è avvolta nel nel mistero e persino la sua età esatta è sconosciuta. I registri della Chicago State University riportano che ha conseguito una laurea in Economia aziendale nel 1979 e successivamente ha lavorato presso  importanti multinazionali americane  tra cui Mobil Oil Nigeria e la società di consulenza Deloitte.  Un rapporto del 1993 dell’agente speciale Kevin Moss dell’IRS (internal Revenue Service,  l’agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi USA)spiegava che “c’è una probabile ragione per ritenere che i fondi in alcuni conti bancari controllati da Bola Tinubu… rappresentino i proventi del traffico di droga”. Pertanto gli fu sequestrato un milione di dollari derivante da queste presunte attività.  Quando iniziò l’indagine sul riciclaggio, Tinubu lasciò gli Stati Uniti tornando in Nigeria, dove nel1992 fu eletto al Senato e nel 1999 divenne Governatore dello Stato di Lagos, carica che mantenne fino al 2007. Sebbene Tinubu sia sfuggito alla giustizia per il suo presunto ruolo in un traffico di eroina, le accuse di corruzione avrebbero continuato a perseguitarlo  per tutta la sua carriera politica in Nigeria. Da quando ha lasciato l’incarico di governatore di Lagos nel 2007, Tinubu “ha scelto tutti i successivi candidati vincenti”,secondo l’emittente tedesca Deutsche Welle   il magnate “è considerato uno dei politici più ricchi della Nigeria, ma la fonte della sua ricchezza è sconosciuta.”

Nel 2009, Tinubu viene indagato dalla polizia di Londra per aver raccolto fondi, con altri due governatori nigeriani, allo scopo di creare una società di copertura nota come “African Development Fund Incorporation”. Per  gli investigatori l’insolito accordo commerciale era invece diretto all’acquisto illegale di azioni di ECONET, una società di telecomunicazioni fondata da Strive Masiyiwa, collegato all’intelligence statunitense e amministratore della Fondazione Gates. Ma il governo federale nigeriano ha ostacolato l’indagine britannica, che alla fine si è conclusa senza un solo arresto e senza che le autorità nigeriane rilasciassero le prove richieste da Londra. Nel 2011, Tinubu è stato processato davanti al Code of Conduct Tribunal in Nigeria per aver gestito illegalmente 16 conti bancari esteri, ma il presidente dell’ECOWAS si rifiutò di prendere  posto sul banco degli imputati in un’udienza giudiziaria. Oggi ancora una volta si trova coinvolto in uno scandalo di corruzione a seguito di un’indagine sulla lussuosa villa di 7.000 piedi quadrati in cui il presidente nigeriano soggiorna quando riceve cure mediche a Londra. L’occhio dell’Occidente sull’Africa e sempre molto vigile. Un rapporto del Senato francese del 2013, affermava  “l’Africa è il nostro futuro”. RecentementeBidenha convocato a Washington alcuni stati africani fedeli per discutere insieme ai tycoon americani un piano di sviluppo e di investimenti per l’Africa. Per parte sua  Putinne ha convocati altri  nei giorni scossi per un summit di Stati amici e già i golpisti del Niger, in previsione di un attacco, hanno chiesto l’aiuto della Wagner  presente negli Stati limitrofi. In tutta la partita la Francia conta ormai ben poco, sono gli uomini di Washington, come Tinubu che servono alla causa dell’Occidente. Curiosamente molti dei presidenti degli Stati che intendono soffocare il golpe in Niger hanno conquistato il potere, a loro volta, propio grazie a golpe militari, prassi molto frequente in Africa grazie agli appetito spartitori delle Grandi Potenze. 

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