Torna a Signa, nel Fiorentino, la Festa della Beata Giovanna, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della tradizione toscana, capace ogni anno di unire fede, storia e partecipazione popolare. Il programma della nuova edizione, in calendario da domenica 5 a martedì 7 aprile 2026, è stato presentato questa mattina a Firenze, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, dall’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti e dal sindaco di Signa Giampiero Fossi insieme al presidente del Corte storico Lorenzo Gori e al camerlengo della Compagnia del Santissimo Sacramento Paolo Bracci. “La Beata Giovanna è una celebrazione importantissima, secolare, che ci rende orgogliosi – ha sottolineato l’assessora Manetti – perché è una di quelle tante tradizioni che rendono grande la Toscana, la Toscana diffusa, dove ogni comune custodisce e porta avanti la propria identità”.
Si apre domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, alle ore 18, con la messa nella chiesa di San Lorenzo alla presenza della Venerabile Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo.
Il momento culminante sarà, come da tradizione, il Lunedì dell’Angelo che, per i signesi, coincide con “la Beata”: una celebrazione che affonda le sue radici nella devozione per Giovanna, figura centrale della storia locale vissuta tra Duecento e Trecento, il cui culto è arrivato fino ai giorni nostri. Cuore della manifestazione resta il Corteo Storico, che negli anni è cresciuto fino a superare i 400 figuranti, rievocando la prima processione in onore della Beata risalente al 1385 e trasformandosi in uno spettacolo molto atteso senza perdere il suo significato religioso. Le celebrazioni si concluderanno martedì 7 aprile con la Festa del Beatino: alle 21 il Corteo Storico sfilerà accompagnando il Gonfalone e le autorità fino alla chiesa di San Giovanni, dove si terrà la messa concelebrata e la cerimonia di ricopertura dell’urna della Beata Giovanna.
“Questa festa non è qualcosa di folcloristico – ha spiegato il sindaco Signa Giampiero Fossi -, rappresenta una manifestazione viva, che continua a crescere insieme alla comunità e che riesce ogni anno a coinvolgere persone, associazioni e nuove generazioni”.
