“L’assemblea Internazionale delle Cittaslow che si terrà a Greve in Chianti rappresenta un momento di grande valore per la Toscana e per tutti quei territori che scelgono di mettere al centro la qualità della vita, la sostenibilità e il rapporto autentico con le proprie comunità”. Così la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, esordisce alla conferenza stampa di presentazione di Greve in Chianti (Firenze), ‘capitale’ della rete internazionale delle Cittaslow, in programma dal 19 al 21 giugno.
“In un’epoca segnata da cambiamenti climatici, trasformazioni economiche e sfide sociali, la filosofia del vivere slow non è soltanto uno stile di vita, ma un modo concreto di governare i processi di sviluppo, promuovendo equilibrio tra crescita, tutela dell’ambiente, valorizzazione delle identità locali e benessere delle persone – ha aggiunto Saccardi – La Toscana riconosce in questi principi una parte importante della propria storia e della propria visione del futuro e accogliere a Greve in Chianti delegazioni provenienti da numerosi Paesi significa offrire uno spazio di confronto internazionale su temi decisivi come l’agricoltura sostenibile, la resilienza dei territori e la capacità delle comunità locali di costruire modelli di sviluppo più consapevoli”. Ad entrare nel vivo dei contenuti dell’evento, il primo cittadino di Greve in Chianti, Paolo Sottani. “L’obiettivo – ha spiegato – è valorizzare le risorse e le eccellenze di piccole grandi realtà che hanno saputo custodire il tempo e costruire la propria cultura sull’identità di un prodotto e di uno stile di vita. A Greve in Chianti si afferma il modello internazionale del vivere slow, nel ricordo di Paolo Saturnini, la cui opera amministrativa e il cui impegno politico-istituzionale hanno inciso profondamente nella crescita promozionale e turistica del nostro territorio”.
La rete delle Cittaslow ha creato un patrimonio di sostenibilità collettivo, nato e fondato alla fine degli anni Novanta dall’allora sindaco di Greve Paolo Saturnini, scomparso prematuramente nel 2020, un esempio che continua a fare scuola e a indicare il comune chiantigiano come punto di riferimento internazionale delle Cittaslow, che oggi conta oltre 300 città presenti in 33 paesi e aree territoriali di tutto il mondo. La filosofia della lumaca color arancio si ritrova nella pluralità delle esperienze di tutto il mondo con l’intento di dare voce a Greve e alle città italiane e internazionali che aderiscono alla rete dei comuni slow.
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