Esteri

Tra Trump e Musk è un rapporto finito?

di Andrea Maldi

Un rapporto difficile quello di Donald Trump e Elon Musk che aveva iniziato ad incrinarsi già pochi giorni dopo che il magnate americano ex capo del DOGE aveva presentato le dimissioni dall’amministrazione dello Studio Ovale del quale era stato una figura di spicco per diverso tempo, in primis come curatore e finanziatore della campagna elettorale del suo (ex) grande amico Donald Trump e poi come numero uno del Dipartimento dell’Efficienza Governativa.

“Sono molto deluso da Elon, l’ho aiutato tantissimo”, ha dichiarato il Tycoon in conferenza stampa, dopo che Musk aveva aspramente criticato una proposta di legge che annuncia investimenti per il settore bellico e tagli alle imposte per categorie di reddito più alte. Un progetto troppo sbilanciato che potrebbe avere forti ripercussioni negative sui conti pubblici americani.

 

Il rapporto tra i due si è fatto incandescente lo scorso giovedì, durante un bilaterale alla Casa Bianca col cancelliere tedesco Friedrich Merz, the Donald ha puntato il dito contro Musk dichiarando di essere amareggiato dal suo comportamento e accusandolo di ingratitudine e follia per aver duramente disapprovato una sua proposta di legge. Da quel momento “la coppia più bella del mondo” ha cominciato a bisticciare sui social con scambi di accuse e parole pesanti che nel giro di poco tempo è diventato uno scontro rovente.

“Il modo più semplice per risparmiare denaro nel nostro bilancio, miliardi e miliardi di dollari, è quello di porre fine ai sussidi e ai contratti governativi con Elon” (riguardo a vari progetti miliardari che interessano le aziende di Musk), ha pubblicato Trump sul suo social Truth, aggravando le insinuazioni.

 

 

C’è da dire che Musk è danneggiato direttamente – e personalmente – dal disegno di legge del commander in chief. Sebbene approvato alla Camera ma non ancora in Senato, un articolo prevede l’eliminazione degli sgravi fiscali per l’acquisto delle auto elettriche, una misura che grava direttamente su Tesla di cui Musk è Ceo e maggiore azionista. Infatti la grande amicizia che li legava è stata dell’eterea per il colosso dell’elettrico, tanto da arrivare a perdere il 16% in borsa.

Musk ha dichiarato che senza il suo finanziamento plurimilionario per la campagna elettorale presidenziale, il partito repubblicano non sarebbe mai entrato nella Casa Bianca.

Su X ha pubblicato un sondaggio dove chiede se è arrivato il momento di fondare un nuovo partito.

 

Le calunnie non finiscono qui: l’ex capo del DOGE con un secco “SI”, riposta un post di un utente che dichiarava che Trump doveva essere messo sotto procedura per la rimozione forzata dall’incarico di presidente degli Stati Uniti (impeachment), in quanto il suo nome apparirebbe in documenti top secret riguardanti il caso Jeffrey Epstein, il finanziere incriminato per sfruttamento sessuale di minori che si suicidò nel carcere del Metropolitan Correctional Center di Manhattan nell’agosto del 2019.

Insomma, storia al capolinea tra Trump e Musk?

Related posts

Iran, Trump spaventa il mondo: “Li riporteremo all’età della pietra a cui appartengono”

Redazione Ore 12

Polonia: sospendiamo il Trattato sulle forze convenzionali in Europa

Redazione Ore 12

L’Onu avverte il mondo, intervenire immediatamente sulle emissioni di Co2 utilizzando le tecnologie

Redazione Ore 12