L’ospedale Monaldi di Napoli aveva in dotazione tre dispositivi per il trasporto organi “Paragonix”, conformi alla normativa vigente e acquistati con determina dirigenziale nel 2023, ma l’équipe che si è recata a Bolzano per prelevare il cuore destinato a Domenico Caliendo non ha utilizzato questo dispositivo medico, che è invece regolarmente usato in eventi simili in azienda. È un passaggio della relazione inviata dalla Regione Campania al Ministero della Salute che ricostruisce la vicenda del piccolo Domenico, bimbo di 2 anni morto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dove, il 23 dicembre 2025, era stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo arrivato da Bolzano irrimediabilmente danneggiato. Nella relazione, a quanto apprende LaPresse, si sottolinea che la sala operatoria deputata alle attività trapiantologiche ha in dotazione almeno due dispositivi Paragonix, uno di utilizzo e un altro di riserva. Inoltre, a maggior tutela, un altro dispositivo Paragonix è a disposizione in Farmacia in caso di necessità. Le verifiche condotte dall’Azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce il Monaldi, hanno confermato che a dicembre erano disponibili due dispositivi in sala trapianti e uno in farmacia. Nel corso degli audit, però, il cardiochirurgo che ha eseguito l’operazione ha riferito che né lui né i componenti della propria équipe erano a conoscenza del fatto che l’azienda si fosse già dotata del sistema di trasporto di organi a temperatura controllata “Paragonix”, sistema in uso presso le unità operative di Cardiochirurgia adulti.
