“Gli 11,6 miliardi investiti nel 2025 sono un record assoluto, superiore agli anni d’oro dell’Alta velocità, 2008-2010. Con la differenza che in quell’occasione avevamo grandi contractor, ora abbiamo 1.300 cantieri, diffusi in tutta Italia. Si tratta di investimenti che hanno un impatto sull’indotto per 20,5 miliardi e sul Pil di 0,8 punti”. Lo ha detto l’ad di Rfi Aldo Isi, in una conferenza stampa per illustrare l’avanzamento dei cantieri 2026. “I primi rilasci – ha sottolineato – confermano che stiamo lavorando nella direzione giusta” ma “il lavoro non è terminato, continua con nuove attivazioni”. “Riteniamo nel 2026 di raggiungere lo stesso target del 2025”, ha sottolineato.
Ultimiamo Pnrr, appello a evitare allarmismo
“Stiamo ultimando il Pnnr, obbiettivo che contiamo di raggiungere, in alcuni casi brillantemente in altri con alcune difficoltà. I cantieri comporteranno qualche disagio, abbiamo illustrato il piano agli enti locali in modo che l’impatto sui passeggeri sia più ridotto possibile”. “Il nostro principale obbiettivo – ha sottolineato – è offrire una rete migliore e in alcuni casi delle tratte nuove. Il piano di investimento è massiccio, 100 miliardi, il 60% sulla rete infrastrutturale. Nel 2025 sono stati effettuati investimento per oltre 11 miliardi”. “L’appello che facciamo – ha aggiunto – è evitare toni allarmistici: nel caso delle interruzioni programmate si tratta di un disagio programmato, l’utente sa già che quella tratta ha un tempo di percorrenza più lungo, quindi non si può parare di caos treni”.
Con 1.300 cantieri puntualità ne risente, lavoro per sistema stabile
“I cantieri influiscono sulla puntualità nella misura in cui è uno sforzo senza precedenti. Se diciamo che abbiamo 1.300 cantieri, è ovvio che la puntualità ne risente. Sta a noi lavorare per rendere il sistema stabile”. “Questo abbiamo fatto nel 2025 ed è l’obiettivo anche nel 2026 in termini di presidio e di gestione”, ha sottolineato.
Red
