Politica

Troupe Rai aggredita a Torino, Fnsi con Subalpina e Usigrai: “Ennesima intimidazione a chi documenta i fatti”

 

Vicinanza «ai cittadini che sabato 31 gennaio 2026 hanno manifestato pacificamente, alle persone aggredite e ai giornalisti che ancora una volta hanno rischiato per raccontare la realtà», da parte del sindacato, che rileva poi: «Dispiace constatare come l’azienda abbia deciso di affidare il compito di seguire una manifestazione che si sapeva potesse presentare delle criticità a giornalisti esterni, senza coperture aziendali».

 

 

Federazione nazionale della Stampa italiana, Usigrai e Associazione Stampa Subalpina «condannano con fermezza l’ennesima ondata di violenza che si è abbattuta ieri su Torino investendo anche la libertà di informazione». Così il sindacato dei giornalisti in una nota diffusa domenica 1° febbraio 2026. «L’aggressione alla troupe della trasmissione della Rai ‘Far West’ – si legge – è da considerare l’ennesimo gesto di intimidazione a chi, come la giornalista Bianca Leonardi e il suo operatore, stava documentando i fatti».

Per Fnsi, Subalpina e Usigrai, «Torino non ha ancora assorbito l’attacco alla redazione della Stampa, il 28 novembre 2025, e già deve tornare a fare i conti con altre aggressioni brutali: ai giornalisti della Rai e all’agente Alessandro Calista. I fatti del G8 di Genova dovrebbero averci insegnato a distinguere tra chi manifesta per un’idea e chi invece vuole portare in piazza la distruzione. Invece, 25 anni dopo, dobbiamo ancora assistere a scene di guerriglia urbana, organizzata da gruppi che continuano a sfuggire a indagini che dovrebbero portare invece alla indispensabile prevenzione».

La vicinanza di Fnsi, Usigrai e Subalpina «è a tutti i cittadini di Torino che hanno manifestato pacificamente, alle persone aggredite e ai giornalisti che ancora una volta hanno rischiato per raccontare la realtà. Dispiace però constatare – conclude il sindacato – come la Rai abbia deciso di affidare il compito di seguire una manifestazione che si sapeva potesse presentare delle criticità a giornalisti esterni che, come Bianca Leonardi, rischiano in proprio, senza coperture aziendali. Un processo di ‘esternalizzazione del rischio’ inaccettabile da parte dell’azienda di Servizio Pubblico, quale è la Rai».

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