La Corte ha stabilito che Donald Trump non può imporre i dazi in base all’International Emergency Powers Act, quello a cui ha fatto ricorso il presidente per giustificare i dazi del ‘Liberation Day’. La legge dà al presidente l’autorità di affrontare “minacce straordinarie” in caso di un’emergenza nazionale, inclusa quella di “regolare” l’importazione” di “beni esteri”, ed è stata approvata negli anni 1970 per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon per affrontare la crisi della bilancia dei pagamenti in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods. La norma non fa alcun riferimento esplicito ai dazi, competenza esclusiva del Congresso come le tasse e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe al presidente. La sentenza ha visto tre giudici conservatori ‘tradire’ il presidente e votare con i tre liberal. Si tratta di Amy Coney Barrett, Neil M. Gorsuch e il presidente John Roberts. A favore delle tariffe hanno invece votato Clarence Thomas, Samuel Alito, e Brett Kavanaugh. La decisione è una “vergogna” ha detto Donald Trump. Il presidente ha anche assicurato di avere un piano di riserva. Quando è arrivata la sentenza della Corte suprema americana sui dazi Trump era ad un incontro alla Casa Bianca con i governatori. Uno dei suoi assistenti, riporta la Reuters, gli ha passato una nota con la notizia e il presidente, visibilmente irritato ha esclamato che doveva “fare qualcosa per questa Corte”. Secondo la Cnn, il tycoon avrebbe detto “fottute” Corti, ma non ci sono conferme. Mike Pence, l’ex vicepresidente della prima amministrazione di Trump, ha accolto con favore la decisione della Corte. “Ha ribadito che la Costituzione conferisce al Congresso, non al presidente, il potere di imporre tasse – ha dichiarato in una nota -. Con questa decisione, le famiglie e le imprese americane possono tirare un sospiro di sollievo”. Tre giudici conservatori Corte Suprema hanno ‘tradito’ Trump
La decisione della Corte Suprema che ha bocciato i dazi imposti da Donald Trump ai partner commerciali degli Usa è stata votata con sei voti favorevoli e tre contrari, con tre giudici conservatori che si sono uniti ai tre giudici ‘liberal’. La bocciatura dei dazi è stata votata dalle giudici di area progressista Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson; con loro hanno votato i giudici conservatori Amy Coney Barret. Neil Gorsuch e il chief justice John Roberts. Hanno dissentito gli altri tre giudici conservatori: Clarence Thoms, Samuel Akito e Brett Kavanaugh. Il caso proposto alla Corte Suprema riguardava due categorie di dazi: quelli imposti da Trump praticamente a tutti i Paesi del mondo per riparare i deficit commerciali: l’altro gruppo di dazi a Messico, Canada e Cina, affermando che questi paesi sono responsabili del flusso di fentanyl illegale negli Stati Uniti. La corte ha respinto l’argomentazione del presidente Usa secondo cui una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act, autorizzava implicitamente entrambi i gruppi di dazi. “Se il Congresso avesse voluto conferire il potere distinto e straordinario di imporre dazi, lo avrebbe fatto espressamente”, ha scritto il chief justice Roberts nella sentenza. Secondo uno studio della Tax Foundation, nel prossimo decennio i dazi imposti da Trump avrebbero raccolto raccolto circa 1,5 trilioni di dollari. Prima di Trump, nessun presidente aveva invocato la legge sui poteri di emergenza come base per imporre dazi. Tre diverse corti di grado inferiore avevano già dichiarato illegali i dazi, tra cui una corte d’appello federale specializzata, che aveva affermato che la legge sui poteri di emergenza non autorizzava tariffe dell’entità imposta da Trump.
Ue: “In contatto con Usa su risposta a sentenza Corte, serve stabilità”
“Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l’Amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza”. Così il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, ah commentato la sentenza della Corte suprema Usa che ha stabilito che il presidente Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente dazi ai partner commerciali in tutto io mondo. “Le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle”, aggiunge il portavoce.
Corte Suprema non fa chiarezza su restituzione soldi incassati coi dazi
Nella sua sentenza, la Corte Suprema non ha fatto alcuna chiarezza sulla specifica questione pratica di cosa fare con il denaro che l’Amministrazione Trump ha già incassato attraverso i dazi. La questione dovrà probabilmente essere risolta dai tribunali di grado inferiore. Nel suo dissenso, il giudice Brett Kavanaugh ha osservato che la corte “non ha detto nulla oggi sul fatto se, e in tal caso come, il governo debba procedere per restituire i miliardi di dollari che ha incassato dagli importatori” e “è probabile che questo processo sia un ‘pasticcio’”.
Red
