Esteri

Trump scarica l’Europa che non vuole la (sua) pace in Ucraina

di Giuliano Longo

L’Europa rischia la “cancellazione della civiltà” e un giorno potrebbe perdere il suo status di alleato affidabile degli Stati Uniti, ha affermato l’amministrazione Trump in un importante documento strategico, suscitando le proteste degli europei che l’hanno paragonata alla retorica del Cremlino.

 

La nuova Strategia per la sicurezza nazionale, pubblicata sul sito web della Casa Bianca nella notte tra giovedì e venerdì, ha denunciato l’Unione Europea come antidemocratica e ha affermato che l’obiettivo degli Stati Uniti dovrebbe essere “aiutare l’Europa a correggere la sua attuale traiettoria”.

 

Accusa i governi europei di “sovversione dei processi democratici”, anche per aver ostacolato quella che definiva una richiesta dell’opinione pubblica europea di porre fine alla guerra in Ucraina.

 

“Nel lungo termine, è più che plausibile che entro pochi decenni al massimo, alcuni membri della NATO diventeranno in maggioranza non europei“, si legge nel documento che prosegue “Pertanto, resta aperta la questione se (gli europei) considereranno il loro posto nel mondo o la loro alleanza con gli Stati Uniti allo stesso modo di coloro che hanno firmato la carta della NATO.”

 

L’UE ha rifiutato di commentare l’attacco e i leader europei in carica hanno mantenuto il silenzio, evitando di inimicarsi il presidente Donald Trump, ma ex funzionari europei hanno descritto la retorica come scioccante, persino per gli standard dell’amministrazione Trump, che mostra una crescente ostilità verso gli alleati tradizionali.

 

“Si tratta di un linguaggio che altrimenti si potrebbe trovare solo nelle menti bizzarre del Cremlino”, ha affermato l’ex primo ministro svedese Carl Bildt su X, descrivendo il documento come “all’estrema destra in Europa” e ha definito “bizzarro” che l’unica parte del mondo in cui la strategia vedeva una minaccia per la democrazia fosse propriol’Europa.

L’ex primo ministro lettone Krisjanis Karins ha dichiarato a Reuters che “Il Paese più felice di leggere questa posizione  è la Russia. Mosca ha cercato per anni di rompere il legame transatlantico e ora sembra che il più grande distruttore di questo legame siano gli stessi Stati Uniti”.

 

Un diplomatico europeo, parlando a condizione di anonimato, ha dichiarato all’agenzia Reuters che  “I toni sull’Europa non sono promettenti. Sono persino peggiori del discorso di Vance a Monaco di Baviera a febbraio”, riferendosi al discorso ostile del vicepresidente J.D. Vance durante una conferenza a Monaco che ha allarmato le capitali europee subito dopo il ritorno di Trump al potere.

 

Il documento riprende alcuni punti di vista dei partiti politici di estrema destra europei, che sono diventati il ​​principale avversario dei governi di Germania, Francia e altri tradizionali alleati degli Stati Uniti che indirettamente vengono elogiati affermando che “la crescente influenza dei partiti patriottici europei” offre “motivo di grande ottimismo“.

 

Nathalie Tocci, direttrice del think tank italiano Istituto Affari Internazionali, ha affermato che ciò dimostra che l’amministrazione Trump è “intenzionata a fare a pezzi l’Europa sostenendo i nazionalisti di estrema destra sostenuti dalla Russia”.

 

La Strategia per la sicurezza nazionale è un documento pubblicato periodicamente dal potere esecutivo degli Stati Uniti che delinea la visione del presidente in materia di politica estera e guida le decisioni del governo.

 

Nella prefazione, Trump ha affermato che il documento strategico è “una tabella di marcia per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità”.

 

Il nuovo documento accusa inoltre  l’Unione Europea di minare la libertà e la sovranità politica, censurando la libertà di parola e reprimendo l’opposizione politica.

 

Grande irritazione a Bruxelles per i toni del documento  di Washington, ma mentre si affrettano a ricostruire i loro eserciti trascurati per far fronte a lla presunta  minaccia dalla Russia, continuano a fare molto affidamento sul sostegno militare degli Stati Uniti, questo spiega la cautela dei vari Governi europei.

Ma il documento si afferma che è nell’interesse strategico degli Stati Uniti negoziare una rapida risoluzione della questione ucraina e ristabilire la “stabilità strategica” con la Russia.

 

In base alla logica della nuova strategia statunitense (ripristinare le relazioni con la Russia, impedire l’escalation e pericoloso sganciamento dalle posizioni europee) non sembra probabile che gli americani siano disposti a fornire a Kiev solide garanzie di sicurezza che obblighino Washington a entrare in guerra con la Russia o anche solo fornire un’assistenza di ampia portata.

E’ comunque chiaro che sulla base di questa nuova strategia Trump farà di tutto per raggiungere suoi obiettivi, senza  escludere nuovi passi verso Mosca, così come una maggiore pressione su Kiev e sull’Europa.

Anche se questa linea ha numerosi oppositori all’interno dell’establishment americano (inclusi ambienti Partito Repubblicano) una rotta strategica è stata tracciata almeno sino a quando Trump resterà al potere e finché i Repubblicani controlleranno entrambe le Camere del Congresso.

Una partita tutta da giocare alle elezioni di Midterm del novembre del prossimo anno, ma da allora molta acqua dovrà passare sotto i ponti russi e ucraini con tutto il tempo necessario per arrivare alla fine del conflitto.

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