Israele è in stato di massima allerta sicurezza in vista dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti. Al momento il programma provvisorio della sua visita – rivelato dai media – prevede che Donald Trump dovrebbe atterrare all’aeroporto Ben Gurion alle 9,20 di lunedì mattina dove ci sarà l’accoglienza, come stima la Knesset. Ossia prima dell’inizio della festività ebraica di Simchat Torah. Dopo il suo discorso al Parlamento israeliano, si prevede che il presidente concluda la sua breve visita e rientri, senza ulteriori incontri o cerimonie speciali. Intanto c’è l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza nella regione. Gli Stati Uniti dispiegheranno infattiun contingente di 200 militari in Medio Oriente per “supervisionare” il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas dopo l’accordo di pace mediato dal presidente Donald Trump. Lo affermano alti funzionari statunitensi spiegando che l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale delle forze armate statunitensi, “inizialmente avrà 200 uomini sul campo. Il suo ruolo sarà quello di supervisionare, osservare e assicurarsi che non vi siano violazioni”. Del team dovrebbero far parte anche funzionari militari egiziani, qatarioti, turchi e probabilmente emiratini. Un secondo funzionario afferma che “nessuna truppa statunitense è destinata a entrare a Gaza”. Una fonte vicina alla questione ha dichiarato al Times of Israel che le truppe statunitensi saranno probabilmente di stanza in Egitto, dove svilupperanno un centro di controllo congiunto e integreranno altre forze di sicurezza che lavoreranno a Gaza per coordinarsi con le forze israeliane ed evitare scontri.
Red
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