Oggi il turismo italiano continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta e di crescita. I dati Istat indicano che nel 2025 le presenze sono cresciute del 2,3%, con arrivi in lieve calo (-0,9%), ma soggiorni più lunghi e domanda internazionale solida. Sono alcuni dei dati citati dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nella sua relazione alla 76ma Assemblea nazionale, sottolineando che “proprio mentre il nostro settore conferma la sua forza, non possiamo ignorare un fattore esterno che pesa sugli scenari futuri: il rischio geopolitico”.
Nella sua relazione, alla presenza della premier Giorgia Meloni, Bocca ha spiegato che per la stagione estiva “non abbiamo cancellazioni ma stiamo vedendo un rallentamento dal mercato straniero, soprattutto americano. Il mercato Nord americano è importantissimo per capacità di spesa” e “se siamo in grado di attrarre turisti ne beneficia tutta l’economia”.
Turismo è eccellenza italiana che va tutelata da abusivi e pirati
“Noi non crediamo che il turismo sia l’unica vocazione del nostro grande Paese, sappiamo di avere eccellenti compagni di cordata: la manifattura, l’enogastronomia, la cultura, i servizi, un’infrastruttura di trasporto sempre più moderna ed efficiente, ma siamo convinti che il turismo e l’ospitalità siano la grande eccellenza italiana. E come tale vanno considerate e tutelate”. Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato. Preservato dagli abusivi, ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati”. “Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Essi non creano ricchezza, la distruggono”, ha spiegato, mentre “i pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma, senza nessuna rappresentatività. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe”.
Costo energia forte ipoteca su risultati e prospettive
“Le incognite relative al costo dell’energia rappresentano una forte ipoteca non solo sui risultati di quest’anno ma sulle prospettive per gli anni avvenire.
Occorre al più presto intervenire per sterilizzare gli effetti di questo shock esogeno che potrebbero essere gravi e di lunga durata”. Così il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nella sua relazione alla 76ma Assemblea nazionale, sottolineando che “il turismo internazionale richiede il massimo confort” e si vedono già gli effetti sul costo delle bollette. Ha quindi sottolineato che occorre al più presto intervenire per sterilizzare gli effetti di questo shock esogeno che potrebbero essere gravi e di lunga durata.
Recensioni fasulle danno a chi lavora, AI risorsa da governare
“Difendere la libertà tariffaria, chiedere trasparenza nelle recensioni, contrastare ogni forma di abusivismo, sostenere la riqualificazione del prodotto, investire nella formazione del personale: queste sono le nostre priorità. Non una in alternativa all’altra. Tutte insieme. Perché tutte insieme definiscono il futuro dell’ospitalità italiana”. Così il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nella sua relazione alla 76ma Assemblea nazionale.
“La rete – ha sottolineato Bocca – ha aperto opportunità enormi. Ha cambiato il modo di scegliere, prenotare, comunicare, vendere. Ma ha anche creato nuove asimmetrie, nuovi poteri, nuove opacità. Per questo noi diciamo con chiarezza che i portali sono partner, non nemici. Ma la partnership deve essere fondata su pari dignità. Non può ammettere abusi di posizione dominante. Lo stesso vale per le recensioni. Il giudizio del cliente è sempre stato importante. Lo era prima di internet, e lo è ancora di più oggi. Ma non accettiamo che il valore della reputazione venga manipolato da recensioni fasulle, da pratiche scorrette, da meccanismi opachi che danneggiano chi lavora bene”. A questo proposito, Bocca ha evidenziato che “l’intelligenza artificiale può essere un alleato straordinario.
Può aiutare le imprese, i turisti, l’organizzazione del lavoro, la personalizzazione dei servizi. Ma va governata. Perché senza regole, anche la tecnologia più utile rischia di amplificare squilibri già presenti”.
Meloni, il turismo racconta al mondo i nostri valori
“Il turismo è un pezzo significativo di noi. Il valore che genera va ben oltre il 13% di Pil. È il comparto che ci identifica e ci caratterizza e in qualche maniera racconta al mondo cosa significhi essere italiani. Parla di quello che siamo stati ma anche di quello che siamo, di cosa abbiamo costruito, di come abbiamo saputo proteggere il territorio”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea nazionale di Federalberghi in corso a Roma. “Il turismo racconta i nostri valori e promuove il nostro stile di vita. Chi sceglie l’Italia sa che non si limita a visitarla, entra in un modo di vivere. E quel modo difficilmente si lascia ridurre a delle fotografie o a un itinerario. È un’esperienza che mette insieme bellezza, memoria, quotidianità e finisce per restare addosso molto piu a lungo del viaggio stesso”, aggiunge la premier. Il settore turistico non potrebbe essere sfruttato a pieno se non fosse “per il ruolo delle imprese e degli albergatori che costruiscono questo ponte tra viaggiatori e territorio. Sono consapevole che senza di voi l’Italia non potrebbe ottenere i risultati che ha nel turismo. Risultati che non di un singolo ma di una filiera. Ed è questa continuità tra visione politica, iniziativa privata e professionalita diffusa che trasforma il potenziale del turismo tricolore in un’esperienza sempre più competitiva, capace di distinguersi nel panorama internazionale”, ha aggiunto la premier, che ha poi tenuto a ricordare l’impegno profuso dal settore alberghiero durante la pandemia, quando sono state riservate alla nazione le strutture per gli italiani in quarantena ed è stata dimostrata una “capacità di resilienza”. “L’Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati. Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche. Noi in questo quadro abbiamo cercato di fare quello che compete alla politica. Ma lo Stato non crea ricchezza. Il lavoro – ha osservato la premier – non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni di competere e produrre ricchezza”.
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