“Non tentare di scoprire cosa penso io di te” canta Mia Martini ne ‘Il viaggio’. Lino Capolicchio, però, cosa pensasse di lei glielo aveva rivelato senza filtri, in un dialogo intimo e delicato: “La televisione è uno dei miti contemporanei più potenti. E tu sei il simbolo dell’inquietudine dei giorni nostri”, diceva a una giovane Mimì. Accadeva nel 1975, in contemporanea al lancio del nuovo singolo della cantante ‘Al mondo’. Era il primo special televisivo di Enzo Trapani. ‘Mia’, con la partecipazione di Capolicchio e di Gabriella Ferri, riproposto martedì 12 maggio alle 12.00 su Rai Storia nella puntata di ‘Soggetto donna. Il mestiere di vivere’, in occasione dell’anniversario della scomparsa della grande cantautrice. La conversazione tra i due artisti, attraversata dalle canzoni di Mia Martini, tocca subito temi personali: i sogni, il desiderio d’amore, la fatica del successo. “Non canti l’amore, ma la solitudine”, osserva Capolicchio. “Può essere anche un fatto atavico… le mie situazioni familiari e infantili. Oggi mi sento molto sola”, risponde lei. Canta ‘Padre davvero’, poi ‘Madre’ (“Ah quante volte io ti ho cercata. Non ti ho trovata mai”). Entrano anche il rapporto fra uomo e donna, l’offerta d’amore rovesciata dalla parte femminile, gli stornelli romani con Gabriella Ferri, che, con ‘Stornello dell’estate’, ‘A ritornelli antichi’ e ‘Tu non me piaci più’, prova a strapparla alla malinconia con ironia e leggerezza. E con lo sguardo basso e voce sincera le dice che l’amore è importante “È la ragione di tutto”. Nel programma trovano spazio ‘When I Fall in Love’, ‘Hit the Road, Jack’, ‘Desafinado’, ‘Inno’, ‘Agapimu’, ‘…E stelle stan piovendo’. Canzoni d’amore che hanno fatto di Mia Martini un’artista immortale. “Oggi i miti vengono consumati negli spazi di un mattino”, sentenzia Capolicchio. “Schiacci un bottone ed è sparito. Rodolfo Valentino, Marilyn Monroe, James Dean per sopravvivere si sono autodistrutti”. “Io non ho nessuna intenzione di autodistruggermi. E neanche di diventare un mito. Mi limito a cantare canzoni d’amore, che è un mito talmente vecchio e antico che nessuno può distruggerlo”.
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