di Giuliano Longo
Anche se l’agenzia di stampa Blomberg afferma che Zelensky è stato accolto piuttosto freddamente a Washington rispetto alle sue precedenti presenze, in conferenza stampa Biden ha dichiarato che gli Stati Uniti “continueranno a fornire all’Ucraina armi e attrezzature critiche finché possibile” formulazione già ribadita altre volte.
“Senza finanziamenti supplementari – ha proseguito- stiamo rapidamente giungendo al termine della nostra capacità di aiutare l’Ucraina a rispondere alle urgenti richieste operative che ha, Putin conta sul fatto che gli Stati Uniti non riescano a soddisfare i bisogni dell’Ucraina. Dobbiamo, dobbiamo dimostrargli che si sbaglia”.
Biden sta premendo forte per ottenere più soldi per l’Ucraina, per questa ragione ha invitato Zelensky che aveva appena partecipato all’insediamento del nuovo presidente dell’Argentina, Javier Milei. La sua presenza a Buenos Aires (dove ha avuto anche un breve dialogo con il primo ministro ucraino Victor Orbán) è difficile da spiegare poiché la situazione sul campo di battaglia in Ucraina si sta deteriorando.
Anche se il suo presidente è solidale con l’Ucraina, l’Argentina non può offrire altro che simpatia, poiché il paese è in bancarotta come d’altronde lo è l’Ucraina , anche se Stati Uniti e UE ne stanno sottoscrivendo allegramente il bilancio.
Fra gli incontri di Zelenskyj quello con il leader della maggioranza Chuck Schumer, e il repubblicano Mitch McConnell per poi parlare al Senato, a porte chiuse, incontrando successivamente il presidente repubblicano della Camera Mike Johnson.
Evidentemente la Casa Bianca punta sul fatto che i repubblicani sono divisi sugli aiuti a Kiev, ma uniti nel voler chiudere il confine meridionale con il Messico. Al momento hanno già rinunciato a quasi tutto ciò che volevano ottenere dal National Defense Authorization Act e probabilmente rinunceranno anche a bloccare agli aiuti all’Ucraina.
Altrimenti rischiano di venir accusati per aver svenduto gli ucraini o addirittura per aver favorito una guerra con la Russia in Europa, come hanno affermato minacciosamente lo stesso Biden e Lloyd Austin.
Mentre a Washington si discute, sul campo di battaglia i russi stanno guadagnando terreno nei territori chiave intorno a Bakhmut, Avdiivka, Bohdanivika, Marinka e Novomikhailovka e sono in grado di rinforzare le loro truppe, se necessario, mentre il reclutamento è molto più difficile per Kiev perché l’artiglieria russa può colpire le aree di rotazione delle truppe fresche.
Una delle battaglie più curiose dal punto di vista strategico è quella in corso nel villaggio di Krynky, sulla sponda orientale del fiume Dnepr, a ovest di Cherson. A seguito della distruzione della diga di Kakhovka nel giugno 2023 il villaggio fu quasi completamente sommerso e la maggior parte dei residenti è fuggita.
Alla fine di ottobre Kiev iniziò a traghettare le sue truppe attraverso il Dnepr per crearvi una testa di ponte e si sono gradualmente consolidata facendo sbarcare progressivamente piccoli gruppi di combattenti, ma senza armamenti adeguati perché non disponevano di mezzi di trasporto per le attrezzature pesanti.
Tuttavia, lo spostamento delle truppe, principalmente di notte, ebbe un discreto successo finché i russi non introdussero i droni Lancet con visione notturna e ora cercare di rifornire le truppe e portare altri soldati si sta rivelando estremamente difficile, se non suicida.
In origine quella testa di una ponte avrebbe dovuto essere un diversivo per costringere i russi ad impegnare una parte consistente del loro esercito in quella direzione e in effetti, in una certa misura, ciò è accaduto, ma non ha avuto alcun impatto sulle forze russe che combattevano altrove.
Nel frattempo i marines ucraini rinforzati, ma a caro prezzo, non stanno andando da nessuna parte e stanno perdendo alcuni dei loro migliori reparti.
Un servizio di notizie di Odessa, il Dumskaya, chiede che le truppe di Krynky vengano ritirate prima del loro annientamento. Il giornalista della Dumskaya Nikolai Larin scrive: “i marinai attraversano il fiume con mezzi improvvisati, e la maggior parte viene eliminata nel suo percorso verso la riva. Coloro che sono sopravvissuti e sono riusciti ad attraversare saranno esposti a tutto l’arsenale della Russia. Da lì non vengono nemmeno rimossi i feriti che vengono semplicemente gettate nel fiume, onda dopo onda.”
La critica alla guerra e alle sue tattiche è piuttosto insolita in Ucraina, ma Larin va molto oltre quando scrive “questo è un pessimo stile di guerra! Siamo certi che continuare a tentare di preservare questi brandelli di terreno sia un crimine. Probabilmente verremo accusati di qualcosa di brutto ( di tradimento? ndr), ma non possiamo più essere restare in silenzio”
L’Ucraina sta dunque sprecando le sue forze per cause perse nel sud e nell’est, eppure il suo ministro della Difesa, Rustem Umerov, afferma che “l’Ucraina sta preparando un piano astuto per il prossimo anno che costringerà i russi a lasciare la Crimea per sempre. Quando lo saprete, ne rimarrete sorpresi” sempre che ne rimangano restino sorpresi anche i russi.
Al momento questi hanno respinto la controffensiva di Kiev che si chiude dopo quasi cinque mesi senza alcun risultato e con un enorme dispendio di uomini, mezzi e risorse.
Il Congresso finirà per sborsare miliardi in più per l’Ucraina e non importa quanti dollari verranno investiti, ma è molto improbabile che queso cambi lo scenario del campo di battaglia almeno per quest’inverno nella steppa e nelle foreste gelide, dove pare che le truppe del Cremlino si muovano più agilmente di quelle ucraine.
aggiornamento crisi russo ucraina ore 14.59
