La guerra di Putin

Ucraina. Trump-Putin, nessun accordo ufficiale, ma una forte “entente cordiale”

di Giuliano Longo

Dopo i solititi convenevoli  di rito e le immancabili foto ricordo che stanno facendo il gito di tutto il mondo, Trump e Putin sono stati a colloquio per tre ore, senza il “tete a tete” – presente solo il segretario di stato Rubio fosse successivamente esteso a Zelensky  e all’ Europa anche solo in videoconferenza.

Salvo poi aggiungere prima di imbarcarsi sull’aereo presidenziale,  che presto avrebbe chiamato Zelensky e i suoi omologhi europei per aggiornarli. “Alla fine, la decisione spetta a loro”, ha detto

Quanto alla promessa di Zelensky di essere comunque presenta ai colloqui, anche fuori dalla porta, pare non si sia avverata.

Infine Trump  si è congedato affermando che “probabilmente ci saremmo rivisti molto presto”, cui Putin ha risposto : “La prossima volta a Mosca” . Proposta che il Tycoon ha definito “interessante” e che “potrebbe concretizzarsi”.

“Vorrei sperare che l’accordo che abbiamo raggiunto insieme ci aiuti ad avvicinarci a questo obiettivo e apra la strada alla pace in Ucraina”, ha invece detto Putin, mentre i due leader  si facevano fotografare con alle spalle la scritta “Perseguire la pace”.

Resta il fatto che comunque il leader russo è riuscito a guadagnare tempo per scongiurare le ulteriori sanzioni economiche che Trump ha a volte minacciato, mentre  obiettivamente ha  lasciato al mondo l’evidenza  un’accoglienza straordinariamente calorosa.

Che peraltro sta già suscitando le deluse e stizzite reazioni di molti commentatori dei media mainstream.

Anche Kiev ci ha guadagnato evitando che i due raggiungessero un accordo definitivo alla spalle di Zelensky e degli europei. Ma anche se ciò l’Ucraina non è stata venduta, Putin ha tratto il massimo vantaggio dall’incontro senza  alcuna concessione importante, inclusa quella di un cessate il fuoco. Evidentemente convinto  di un momento favorevole per futuri sviluppi militari.

Putin Ciò  ha parlato ancora una volta di voler eliminare le “cause profonde” della guerra e ha fatto riferimento alle “minacce fondamentali alla sicurezza [della Russia]”, termine usato dal Cremlino per indicare la responsabilità della guerra nei confronti della NATO e dell’Europa. Ma aggiungendo “Abbiamo sempre pensato all’Ucraina come a una nazione fraterna” lasciando trapelare un ammorbidimento inusuale dei Toni e la possibilità di un prossimo incontro con Zelensky. .

Da lui ora dipende l’accordo- ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti in un’intervista a FoxNews. Dichiarando di considerare la Russia uno Stato potente e consigliando  al leader di Kiev di accettare l’accordo.

Ma oltre al mutamento di rotta di Zelensky, la seconda questione che Washington deve risolvere riguarda il Regno Unito e l’Europa. Londra è  categoricamente favorevole alla continuazione della guerra, come fece nel 2022, quando gli accordi di Istanbul furono sabotati.

Ora dopo una decisiva svolta delle relazioni russo americane “L’Europa dovrebbe partecipare un po’ al processo di pace in Ucraina”, ha affermato Trump nella stessa intervista  ” (Almeno) un po’, capisci?

I due hanno anche parlato d’altro? Non è dato sapere anche se è noto che l’incontro si è svolto un intenso lavoro diplomatico perliminare anche su altri temi.

Accordi che Putin ha indirettamente confermato con la seguente affermazione “il Presidente Trump e io abbiamo instaurato ottimi rapporti commerciali e di fiducia. E ho tutte le ragioni per credere che, procedendo su questa strada, possiamo raggiungere, e prima possibile, la fine del conflitto in Ucraina”.

Ora la palla passa al campo più ostile di Europa e leadership ucraina, ma sulla scorta di questo incontro è improbabile un maggior coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto in corso, se non altro per la rinuncia (per ora) all’inasprimento di quelle sanzioni alla Russia e ai suoi partner commerciali, invocate da Zelensky e da alcuni ( non tutti) i Paesi Europei.

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