Zelensky ha esteso la legge marziale vigente in Ucraina fino al 6 agosto, decisione che impedirà lo svolgimento di elezioni durante l’estate, come il settimanale britannico The Economist aveva anticipato alla fine del mese scorso. Uno scenario che prefigura il tentativo del Presidente ucraino di avvantaggiarsi sui suoi potenziali rivali.
Questa mossa mette anche a nudo il suo timore di perdere la rielezione e probabilmente teme che gli Stati Uniti lo vogliano sostituire in vista di eventuali accordi di pace, cui l’ucraina e l’UE non partecipano.
In effetti i rapporti fra Trump e Zelensky rimangono tesi, fatto che giustifica la fretta con la quale numerosi media europei hanno diffuso la notizia che ora l’Ucraina è pronta a firmare l’accordo sulle terre rare.
Il timore di venire di venir sostituito in caso di una sconfitta elettorale è anche dimostrato dalla stampa ucraina che improvvisamente rivela sondaggi che danno in crescita i consensi per Zelensky fra un elettorato che, sino a pochi mesi, fa lo davano perdente.
Ma per la sua permanenza in carica, il Presidente ucraino conta anche sul che gli viene confermato da molte cancellerie europee e dai vertici NATO, soprattutto oggi che le trattative Putin Trump sono entrate in una fase di stallo né si prevede quando possano approdare a qualche risultato.
La proroga della legge marziale sino gli inizi di Agosto manifesta anche l’implicita preoccupazione per la temuta offensiva russa dei prossimi mesi che ormai tutti i media ucraini prevedono e contro la quale non saranno sufficienti gli aiuti e il sostegno europeo.
La dichiarazione dell’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, secondo cui l’opzione della rinuncia dell’Ucraina ai “cinque territori” è stata seriamente presa in considerazione, è oggi oggetto di vivace discussione sia in Ucraina che negli stessi Stati Uniti.
Stiamo parlando della penisola di Crimea, di due regioni del Donbass e delle regioni di Zaporizhia e Kherson. Zelensky, che si trovava a Odessa con il segretario generale della NATO Mark Rutte, che ha definito Wittkoff “incompetente in tali questioni”.
A Washington viene fatto capire a Zelensky che se non accetta ora le condizioni territoriali proposte, allora l’Ucraina potrebbe perdere anche Sumy, o almeno gran parte di quella regione insieme a territori della regione di Kharkiv, considerando che Sumy è già diventata una città in prima linea. Con i russi a soli 25 chilometri dal suo centro.
Le vittime dell’attacco missilistico russo a quella città tuttavia gli hanno offerto l’occasione di cementare la sua alleanza con una Europa sdegnata, e di premere su Trump per la prosecuzione degli indispensabili aiuti militari, cui tuttavia per ora la Casa Bienca non sembra disponibile.
Prima di Sumy circolavano rumors sui suoi eventuali successori o competitors che lo preoccupavano. Recentemente il New York Times aveva pubblicato un articolo di approfondimento su un suo potenziale rivale, l’ex presidente dell’Ucraina Poroshenko, che aveva proposto un governo di unità nazionale.
Soluzione che pare trovi consensi in settori dell’opinione pubblica di Kiev e che Trump potrebbe cercare di promuovere durante l’estate nel caso che la temuta offensiva russa indebolisca gravemente le capacità ucraina di resistenza.
Zelensky, forte del sostegno di alcune cancellerie europee, continua a irritare Trump, più di recente sostenendo che la Russia ha una enorme influenza sul Presidente americano e accusando il suo inviato Steve Witkoff di aver superato i limiti del suo mandato nei recenti colloqui con Putin
Dal punto di vista della Casa Bianca, poiché il sempre più problematico Zelensky non può essere sostituito democraticamente con elezioni estive, la soluzione migliore potrebbe essere quella di spingerlo a formare un GNU (Global Nucleus Unit) con figure quali Poroshenko, più collaborative.
Il pretesto di tale sostituzione potrebbe essere una svolta russo-americana nella risoluzione del conflitto che richiede l’approvazione di un governo ucraino politicamente inclusivo, anche mantenendo una presidenza Zelensky, ma che porti ad elezioni entro fine anno.
Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati Uniti potrebbero minacciare di sospendere gli aiuti militari e di intelligence decisi da Biden nelle ultime settimane del suo mandato in previsione del ribaltamento di prospettiva che il suo successore aveva ampiamente pubblicizzato in campagna elettorale.
A medio termine l’obiettivo sarebbe quello di far approvare un cessate il fuoco che consenta la revoca della legge marziale e lo svolgimento delle elezioni in una democrazia, qual è quella ucraini, da decenni instabile,
Se Zelensky decidesse di ricandidarsi rischierebbe la sconfitta, ma avrebbe il vantaggio di mantenere il profilo di quel difensore delle libertà e della democrazia che in parte gli è stato cucito addosso dai suoi alleati..Salvando la faccia e la carriera in altri prestigiosi organismi internazionali.
Giu.Lo.
