Una giornata di confronto sul tax gap. Si è svolto a Roma l’incontro dei delegati delle Amministrazioni fiscali europee del progetto Fiscalis “Estimations of Tax Gap on PIT/SSC, CIT, MITC fraud and e-commerce VAT” e della Commissione Ue. La giornata di lavoro è stata ospitata presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate di Roma.
Il progetto
Il progetto è stato avviato a giugno 2020 su decisione del forum dei Direttori delle Agenzie fiscali europee (Tadeus) ed è coordinato dall’Italia, che partecipa con una delegazione composta dal capo ufficio Studi economico statistici in qualità di project leader e da 6 funzionari del medesimo ufficio, sia in qualità di assistant project manager che di delegati esperti. L’iniziativa, finanziata dal programma Fiscalis, si avvale del supporto della DG Taxud (Directorate-General for taxation and customs Union) della Commissione europea.
L’obiettivo dell’attività, che prevede un’intensa collaborazione tra le diverse Amministrazioni fiscali partecipanti, è di identificare metodologie e condividere best practices per la stima dei tax gap, ovvero il divario tra le imposte e i contributi effettivamente versati e quelle che i contribuenti avrebbero dovuto versare, nei diversi Paesi membri dell’Unione Europea.
Quattro ambiti di azione
La complessità e l’ampiezza degli argomenti trattati ha portato a strutturare il progetto in 4 sottogruppi, corrispondenti ad altrettante aree tematiche individuate come prioritarie: le imposte sul reddito delle società (gruppo 1: Corporate income tax) e delle persone fisiche (gruppo 2: Personal income tax and social security contributions), le frodi Iva intra-comunitarie (gruppo 3: MTIC fraud) e l’evasione Iva riconducibile al commercio elettronico (gruppo 4: e-Commerce). Nell’arco di tre anni e mezzo di attività, i 47 delegati, provenienti da 21 Paesi membri dell’Unione europea, hanno effettuato una ricognizione delle metodologie in uso e in corso di sviluppo per la stima dei tax gap sia tra le Amministrazioni fiscali che tra le principali istituzioni internazionali per delineare un quadro comune per l’identificazione di un approccio metodologico condiviso. Inoltre, i diversi sottogruppi hanno testato i metodi proposti per verificare sia l’affidabilità e l’attendibilità dei risultati ottenuti e la comparabilità tra i diversi Paesi membri, che per verificare il possibile concreto utilizzo da parte delle diverse Amministrazioni fiscali. I risultati delle attività sono stati raccolti in tre report, per ora ad uso interno.
La stima del tax gap come precursore della lotta all’evasione
Il resoconto conclusivo della terza fase del progetto, approvato tra fine settembre e inizio ottobre 2024, è stato l’oggetto di dibattito della riunione plenaria svoltasi a Roma. Infatti, il programma della giornata, nello specifico, ha visto i delegati di ciascun sottogruppo non solo presentare i risultati dell’attività di ricerca sull’implementazione delle metodologie proposte, ma scambiare esperienze e opinioni sulle principali limitazioni affrontate nella fase di test e sugli indiscussi vantaggi delle metodologie proposte per la quantificazione dei diversi aspetti di evasione. La giornata ha segnato un importante punto di svolta della fase finale fornendo spunti e prospettive future sia in termini di risvolti applicativi che di possibili follow-up del progetto stesso, che verranno incorporate nel documento finale.
La conclusione della giornata e le prossime tappe del programma
La conclusione dei lavori, prevista per la prima metà del 2025, prevederà la pubblicazione di un documento finale ad uso pubblico che conterrà le indicazioni per la determinazione di un approccio metodologico comune alla stima dei tax gap nei diversi ambiti di interesse e le principali prospettive future. Ancora una volta, si è confermata la necessità di instaurare dei rapporti di collaborazione costante tra Amministrazioni fiscali per costruire dei benchmark metodologici che possano guidare nell’identificazione delle principali aree ad alta intensità di evasione.
