Nonostante l’esperienza del Primo Ministro Viktor Orbán come capo della opposizione interna all’Unione Europea, da Budapest si levano voci tranquillizzanti quando l’Ungheria assumerà il suo ruolo di arbitro delle discussioni tra i paesi dell’UE a partire dal 1° luglio.
Ma la scelta dello slogan “Make Europe Great Again”, sulle orme dell’analogo slogan di Trump “ Make America Great Again”appare un messaggio chiaro anche se a Bruxelles fingono di non averne colto il senso.
La presidenza di turno del Consiglio dell’UE ha il compito di mediare fra gli interessi dei diversi Paesi che compongono l’Unione, mettendo da parte quelli nazionali per raggiungere un compromessoma ha anche il potere chiave di definire l’agenda dei lavori. La domanda allora è cosa farà l’Ungheria?
Negli ultimi anni, Budapest è stata una costante spina nel fianco dell’UE, in particolare ritardando o attenuando le sanzioni contro la Russia, bloccando gli aiuti militari all’Ucraina e non difendendo lo stato di diritto a livello nazionale – una saga continua che ha portato l’ UE a bloccare (e poi sbloccare parzialmente) i fondi per l’Ungheria .
In precedenza, prima della scadenza della presidenza belga, l’UE ha lavorato per chiudere una serie di dossier sensibilifra i quali l’apertura dei negoziati di adesione dell’Ucraina e della Moldaviaall’Unione, l’approvazione di un altro pacchettodi sanzioni contro la Russia e l’erogazione di altri miliardi di aiuti militari per Kiev.
La pressione sulla presidenza belga aveva chiaramente l’obiettivo di concludere gli accordi prima che arrivasse Orbán, e limitare i danni che lui avrebbe potuto creare con la Presidenza ungherese..
Nel frattempo, sino all’inizio di giugno, Budapest ha continuato a bloccare una serie di dossier chiave, con grande irritazione degli altri 26 paesi, tanto che si è parlato di revocare il diritto di voto agli ungheresi, che hanno atteso fino all’ultimo minuto prima di dare il via libera a tali misure.
Ma, con sollievo di alcuni a Bruxelles, la presidenza ungherese non arriva in un momento legislativo chiave. E poi dura solo 6 mesi, quindi non dovrebbe provocare alcuna conseguenza sugli orientamenti rigorosamente atlantisti e filoamericani della maggiornza dei paesi dell’Unione.
D’altra parte l’attenzione a Bruxelles è attualmente focalizzata sull’insediamento di una nuova leadership europea a seguito alle elezioni del 9 giugno. Una volta che il nuovo presidente della Commissione europea avrà ricevuto il via libera dal Parlamento, spetterà ai paesi presentare i loro commissari candidati, ognuno dei quali dovrà poi affrontare un esame e un voto del Parlamento europeo.
Quando la nuova Commissione presenterà effettivamente delle proposte legislative da sottoporre all’attenzione dei paesi membri, la presidenza ungherese sarà quasi terminata.
Secondo altri deputati europei quella di Budapest saràuna presidenza molto politica con poco lavoro legislativo, ma ciò non significa che non ci saranno fuochi d’artificio.
Intanto sarà inevitabile lo spettacolo mediatico globalequando Orbán andrà al Parlamento europeo che, almeno numericamente, ha subito un mutamento a favore della destra in alcuni casi non distante dalle posizioni di Orban. Significativo è il tentativo di Giorgia Melonidi smarcarsi da quello che fu, a suo tempo, un alleato.
Tuttavia la speranza dell’estabilishmentdi Bruxelles (cioè degli inamovibili alti funzionari dell’Unione9 , è che senza un’agenda politica corposa da perseguire, Orbán probabilmente utilizzerà il suo tempo sul fronte internazionale, sfruttando la sua posizione nei confronti della Russia.
Non è un caso che Orbán abbia accolto favorevolmente la candidatura di Trump – addirittura copiandone lo slogan- . Avrà quindi il tempo di organizzare una riunione informaledel Consiglio europeo a Budapest subito dopo le elezioni americane di novembre.
In netto contrasto con le posizioni assunte dai suoi colleghi leader europei, il primo ministro ungherese non rinuncerà alle sue relazioni con Putin e Xi Jinping, anche se ufficialmente non c’è nulla che supporti l’affermazione di rapporti amichevoli con Mosca e Pechino. Anzi da Budapest definiscono le posizioni dell’Ungheria “pragmatiche” (che tuttavia vuole anche dire “realistiche”), ma non cotrarie aglio orientamenti UE.
Sul piano strettamente europeo, Orbán potrebbe sfruttare l’occasione per influenzare gli sforzi in corso per unire la destra,sebbene il suo partito, Fidesz, sia ancora politicamente senza casa da quando ha lasciato il gruppo di centrodestra del Partito popolare europeo (PPE) nel 2021.
Ma è anche vero che in Europa i partiti di estrema destra stanno rapidamente entrando nei governi, come è avvenuto nei Paesi Bassie potrebbe avvenire nelle prossime elezioni francesi e austriache. In Italia e non solo ci sono già.
Inoltre nel caso di una rielezione di Trump e di una maggiore unificazione della destra in Europa, Orbán potrebbe essere in grado di aumentare la sua influenza e il suo potere all’interno del blocco.
Considerando comunque i meccanismi UE che ne limitano i poteri effettivi come presidente pro tempore dell’Unione, i vantaggi che potrebbero derivargli sono quelli di immagine a livello internazionale anche verso Paesi terzi.
Ma anche di Pivot della destra europea….probabilmente aumentandone la litigiosità.
Balthazar
