Nel 2023, l’anno più recente oggetto di analisi, le entrate totali da Iva nell’Unione europea sono state circa 1.223 miliardi di euro. La perdita di gettito causata dalle inadempienze relative all’Imposta sul valore aggiunto è stata pari a 128 miliardi di euro, mentre il tax gap dovuto alle scelte politiche di applicazione di esenzioni e aliquote agevolate viene stimato a 742 miliardi. Questi alcuni dei dati più significativi contenuti nell’ultima edizione del “VAT gap in Europe” pubblicata di recente dalla Commissione europea.
Il perché del Report annuale
L’EU VAT gap report ha la finalità di stimare il divario complessivo nelle entrate Iva, risultante dalla differenza tra quello potenziale (teorico) e quello effettivo ed è costituito dal:
- Vat compliance gap, quale differenza stimata tra le entrate potenziali in regime di piena conformità e l’importo realmente riscosso dalle Autorità fiscali;
- Vat policy gap, quale stima delle entrate perse a causa dell’applicazione di aliquote ridotte ed esenzioni, rispetto a una misura unica.
Monitorare ed analizzare l’andamento di questi indicatori si rivela centrale nelle scelte politiche (nazionali e comunitarie) poiché permette di intervenire, a stretto giro, sulle relative cause con l’obiettivo di limitare detti gap.
L’Imposta sul valore aggiunto rappresenta una delle principali fonti di entrate per gli Stati comunitari: nel 2024 il gettito Iva ha rappresentato il 7,1% del Prodotto interno lordo dell’Unione e il 15,5% delle entrate pubbliche totali.
Contestualmente, la politica e l’amministrazione dell’Iva sono importanti anche per
il bilancio comunitario, poiché una quota dei proventi contribuisce alle risorse proprie europee per il funzionamento delle economie nazionali e del mercato unico.
L’analisi nel dettaglio e le novità
Il Report 2025, relativo al periodo 2019-2023, offre un’analisi dettagliata del divario nella politica dell’Iva.
Per la prima volta esamina anche la situazione dei Paesi candidati ad entrare nell’Unione europea (che partecipano al programma Fiscalis) ed aggiunge nuovi casi di studio.
La pubblicazione include anche “stime rapide” per il 2024 per gli Stati membri, basate su metodi semplificati che utilizzano dati recenti.
È da evidenziare come l’analisi del Vat policy gap presentata in questa relazione ha subito sostanziali revisioni rispetto agli studi precedenti poiché:
- la nuova ripartizione ora distingue tra elementi che rientrano nella discrezionalità delle Amministrazioni nazionali e quelli imposti dalla politica comunitaria;
- scompone ulteriormente il gap politico per attribuire il mancato gettito a specifiche tipologie di beni e servizi, settori di attività economica e categorie di contribuenti.
I numeri
Nel 2023, il gettito Iva totale nell’Unione è stato pari a 1.223 miliardi di euro. Il Vat compliance gap è stato stimato in 128 miliardi di euro, circa il 9,5% del totale Iva dovuto, con un aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2022, mentre, tra il 2019 e il 2023, è passato dall’11,1% al 9,5%.
Il Vat policy gap è stato pari al 50,5% del gettito teorico nel 2023, con un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al 2022. Tra il 2019 e il 2023, questo gap ha subito un leggero aumento, passando dal 49,4% al 50,5%, di cui circa il 12,3% della perdita di gettito teorico del 2023 può essere attribuito all’applicazione di aliquote Iva agevolate (ridotte, super ridotte e “zero”, ovvero esenzione con diritto a detrazione). Il Vat exemption gap, che rappresenta il mancato gettito fiscale dovuto alle esenzioni senza diritto a detrazione, ha rappresentato circa il 38,3% del gettito teorico.
Il gap Mtic
Le perdite Iva sono causate anche dalle Missing trader intra-community fraud (Mtic) che costituiscono una forma diffusa di evasione dell’Imposta che sfrutta gli scambi di beni e servizi in “esenzione” tra gli Stati membri. Al riguardo, la Commissione europea ha di recente concluso un progetto per sviluppare una metodologia per stimare il divario comunitario Mtic. I risultati hanno mostrato che il gap Mtic annuo stimato è passato, tra il 2010 e il 2023, da 12,5 miliardi di euro a 32,8 miliardi con una perdita media annua di gettito Iva pari all’1,2-3,1% del gettito effettivo. Il gap è leggermente aumentato in termini nominali, trainato dalla crescita della base imponibile e dal volume degli scambi.
