Politica

Ue: Urso, sospensione Patto di Stabilità è passo necessario

 

“La sospensione del Patto di Stabilità credo sia un passo necessario, anche perchè è appunto un Patto che certificava una condizione di stabilità. Oggi il mondo è invece in una situazione di incertezza globale e di instabilità, in cui si propagano cpnflitti commerciali, blocchi navali, guerre combattute…più instabile di questo cosa c’è? Di fronte all’instabilità globale serve prendersi la flessibilità per reagire nel modo migliore”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy a margine dell’evento ‘Il vino in un mondo che cambia: il valore del modello italiano oltre i dazi e lo scenario geopolitico”, organizzato da Federvini nell’ambito del Vinitaly.

Questa flessibilità, ha aggiunto Urso, “ce la impedisce un Patto di Stabilità concepito quando il mondo era piatto, senza confini, senza conflitti, senza guerre commerciali, senza blocchi navali…il mondo è diverso, dobbiamo prenderne atto. Deve farlo inanzitutto la Commissione Europea, e noi con loro”.

Delle nuove tensioni su Hormuz, ha aggiunto Urso, “quello che temo sono ovviamente le conseguenze sui flussi mercantili, quindi sui rifornimenti energetici, di materie prime che provengono da quell’area, e in generale per le conseguenze economiche sull’economia globale ed europea. Per questo chiediamo che ci sia la consapevolezza, la responsabilità, la determinazione nelle istituzioni europee di agire insieme con misure emergenziali in una situazione chiaramente di emergenza”.

“Credo che si stia diffondendo la consapevolezza nei governi europei e nella Commissione Ue dell’assoluta necessità di agire con urgenza e tempestività. Come gli avvenimenti esterni, cioè le vicende drammatiche del Golfo Persico, ci impongono di fare. L’Europa non può stare ferma mentre il mondo è in guerra, guerra le cui ripercussioni economiche avranno conseguenze soprattutto nel continente europeo. Dobbiamo liberarci dai dazi che ci siamo autoimposti, dai limiti che ci siamo autoimposti, per consentire alle nostre imprese e ai nostri cittadini di poter reagire al meglio e certamente per consentire a Stati e governi di realizzare quella politica economica, produttiva, industriale e certamente energetica, assolutamente necessaria”.

Red

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