di Antonio Modaffari (*)
L’appello per evitare il dolore dello scisma. Papa Leone XIV, con una lettera data 29 giugno e diffusa dal Vaticano martedì mattina, ha invitato il Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani a fermare la creazione dei quattro vescovi. La cerimonia, con tanto di diretta web, si dovrebbe svolgere mercoledì mattina a Ecône, in Svizzera. Il Pontefice, però, non demorde e “con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza” chiede ai lefebvriani di fermarsi. “Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!”, scrive Prevost che poi esorta “a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”. Il Papa, che aveva preannunciato questa mossa uscendo da Castel Gandolfo nelle scorse settimane, assicura che “la Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”. Insomma l’appello è a “non lacerare la Tunica inconsutile di Cristo” perché sarebbe “un peccato di estrema gravità”.
Da parte della San Pio X, in serata, la risposta del Superiore Generale don Davide Pagliarani che, ringrazia Prevost per la “sollecitudine paterna”, ma non annuncia alcun dietrofront. “Da tempo – si legge nel testo diffuso sul sito della fraternità – avrei desiderato avere l’occasione di incontrarLa, per esprimerLe e manifestarLe personalmente il nostro desiderio sincero di servire la Chiesa. Purtroppo, non c’è stata l’occasione. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi”.
A essere ordinati vescovi dovrebbero essere don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera; don Michael Goldade, di nazionalità statunitense; don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese e don Marc Hanappier, anche lui, di nazionalità francese.
Il rapporto tra Santa Sede e lefebvriani ha vissuto diversi momenti a partire dal 1970, anno della creazione della fraternità per volontà di monsignor Marcel Lefebvre. L’intento della San Pio X è quello di preservare la liturgia tradizionale secondo il Messale del 1962 e la formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II.
Il rischio delle prossime ore è quello di un nuovo strappo come quello che si è consumato nel 1988 quando monsignor Lefebvre decise di consacrare quattro nuovi vescovi. Una decisione a cui Papa san Giovanni Paolo II rispose con la scomunica.
(*) La Presse
