Il successore di Papa Francesco sarà scelto tra il 5 ed il 10 maggio, giornate in cui i Cardinali si riuniranno in Conclave. Sembrerebbe quasi certo che in queste ore sia già stata trovata una linea comune. Non ci sarebbe ancora il nome, ma la figura e la linea che dovrà incarnare il dopo Bergoglio sicuramente sì. Il Cardinale Reinhard Marx, fra i tre cardinali tedeschi che entreranno in Sistina per votare il prossimo Papa, ha detto di avere la sensazione che il Conclave “durerà poco. Questa settimana sarà utile per conoscersi e mettersi d’accordo”. Certezze arrivano anche dall’ex Presidente della Cei Cardinale Bassetti in una intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Ho visto una bella unità intorno alla figura del Papa che ha consegnato la sua anima a Dio. Non abbiamo ancora iniziato le riunioni ma intanto ho avuto anch’io questa impressione. Sarebbe importante, non solo per la Chiesa. Penso davvero che il conclave possa offrire una testimonianza bella a questo mondo pieno di guerre, divisioni e rancori – aggiunge – Certo, qualche difficoltà ci può essere perché gli elettori non sono mai stati così numerosi e non tutti si conoscono. Ma stasera, mentre eravamo in pullman di ritorno da Santa Maria Maggiore, c’era un’atmosfera bella, fraterna”. Dunque con l’addio a Papa Francesco e l’inizio dei novendiali, il percorso verso il Conclave si fa sempre più vicino. Non c’è ancora una data, ma la normativa vaticana prevede che si apra a 15 o 20 giorni a partire dalla morte. La fascia temporale che potrebbe ospitare la nuova elezione del Papa va, quindi, dal 6 al 10 maggio. A tal proposito, già da domani 28 aprile la Cappella Sistina – dove si tengono le votazioni – sarà chiusa ai visitatori. Una prassi per preparare l’ambiente. Resteranno aperti i Musei Vaticani. I cardinali che voteranno sono 135, 108 sono stati nominati proprio da Papa Francesco. Alloggeranno a Santa Marta.
COME SI APRE IL CONCLAVE
La parola Conclave deriva dal latino Cum clave, ovvero “Chiuso con la chiave” o “Sotto chiave”. Un termine che si rifà a un episodio del 1270, quando gli abitanti della città di Viterbo, all’epoca sede papale, decisero di rinchiudere i cardinali a chiave all’interno del palazzo papale, scoperchiandone il tetto per accelerare l’elezione del nuovo Pontefice.
Il conclave inizia con la celebrazione di una messa chiamata pro eligendo Romano Pontefice durante la quale i cardinali riuniti nella Basilica di San Pietro si riuniscono per invocare lo Spirito Santo affinché li indirizzi nella scelta del nuovo Papa. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, poi, pronuncia la frase “Extra Omnes”, ovvero “Fuori tutti”, e così si dà il via alle fasi di voto.
I cardinali restano soli davanti l’affresco del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti e pronunciano due giuramenti: con il primo si impegnano a rispettare i vincoli della Costituzione, a ricoprire con fedeltà l’incarico di Papa qualora fossero eletti e a tenere il segreto su quello che avviene all’interno della Cappella Sistina. Il secondo è sui quattro Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni: si chiede a Dio l’aiuto per adempiere al meglio il proprio compito.
QUANTE VOTAZIONI
Sono quattro le votazioni: due al mattino e due al pomeriggio. Ogni scrutinio è composto da tre fasi. Nella prima si eleggono tre scrutatori, revisori e tre incaricati di raccogliere i voti dei cardinali impossibilitati per malattia. Su scheda è scritta la frase in latino “Eligo in Summum Ponteficem”, “Eleggo il Sommo Pontefice”, sotto cui ogni cardinale scrive il nome del suo candidato. Poi avviene il conteggio e la lettura del nome.
FUMATA NERA O FUMATA BIANCA
Alla fine, avviene la bruciatura delle schede, per garantire la segretezza del voto. Grazie a particolari sostanze chimiche combinate tra loro si definisce il colore della fumata: nera in caso non si sia raggiunto il quorum, bianca in caso positivo.
Per avere l’elezione, bisogna ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori, quelli con meno di 80 anni. Il ballottaggio avviene a partire dal 34esimo scrutinio tra i due nomi che hanno ottenuto la maggioranza dei voti.
HABEMUS PAPAM
Una volta arrivati a un nome si chiede al cardinale se accetta l’incarico. E in caso positivo il nome che sceglie. Il nuovo Papa si reca nella stanza delle lacrime, un ambiente annesso alla Cappella Sistina dove sfogare l’emozione del momento e iniziare la vestizione con l’abito talare. In bianco si ripresenta davanti i cardinali e si chiude la seduta con il canto del Te Deum.
Dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro avviene l’annuncio ai fedeli: “Habemus Papam”. E il pontefice si presenta.
I POSSIBILI SUCCESSORI
In questi giorni, sono tanti già i nomi dei possibili successori di Papa Francesco che i media e i vaticanisti hanno ripetuto più volte: gli italiani Matteo Zuppi (presidente della Conferenza Episcopale Italiana), Pierbattista Pizzaballa (patriarca di Gerusalemme dei Latini) a Pietro Parolin (Segretario di Stato della Santa Sede).
Tra i ‘papabili’ anche il filippino Luis Antonio Tagle e il francese Jean-Marc Aveline. E anche Fridolin Ambongo Besungu, cardinale e arcivescovo della Repubblica Democratica del Congo, Peter Erdo di Budapest, Anders Arborelius, svedese, lo statunitense Joseph Tobin e lo spagnolo Juan José Omella. “Chi entra Papa, esce cardinale” si dice tradizionalmente, ma restano alte attenzione e curiosità per sapere se i pronostici avranno indovinato. Una cosa è certa, gli occhi restano puntati su San Pietro.
aggiornamento la successione a Papa Francesco ore 12.00
