I leader della NATO si sono impegnati, durante il loro vertice a Washington, a fornire all’Ucraina almeno 40 miliardi di euro in aiuti militari “entro il prossimo anno” per aiutarla a combattere contro la Russia. “Attraverso contributi proporzionali, gli alleati intendono fornire un finanziamento minimo di base di 40 miliardi di euro entro il prossimo anno e fornire livelli sostenibili di assistenza alla sicurezza per far prevalere l’Ucraina”, si legge in una dichiarazione del vertice.
Nella dichiarazione finale, vengono elencati gli ambiti degli aiuti Nato all’Ucraina. “Il nostro impegno si estende ai costi relativi alla fornitura di equipaggiamento militare, assistenza e formazione per l’Ucraina, tra cui: – Acquisto di equipaggiamento militare per l’Ucraina; – Sostegno in natura donato all’Ucraina; – Costi relativi alla manutenzione, alla logistica e al trasporto di attrezzature militari per l’Ucraina; – Costi per l’addestramento militare per l’Ucraina; Costi operativi associati alla fornitura di supporto militare all’Ucraina; – Investimenti e sostegno alle infrastrutture di difesa e all’industria della difesa dell’Ucraina; – Tutti i contributi ai fondi fiduciari della Nato per l’Ucraina, compresi gli aiuti non letali”. La dichiarazione finale del vertice Nato a Washington dunque conferma gli aiuti a Kiev e il suo destino nell’Alleanza, anche se non ne è stata fissata una data, in attesa di convincere i Paesi ancora non troppo convinti. Gli Stati Uniti hanno annunciato che i jet F16 promessi sono già partiti, dalla Danimarca e dai Paesi Bassi, ed entro l’estate saranno operativi sui cieli di Kiev per respingere gli attacchi della Russia. Una garanzia per Volodymyr Zelensky, presente nella capitale americana anche se non al vertice, assieme agli oltre 40 miliardi di euro in assistenza finanziaria e alla sicurezza che gli alleati dell’Alleanza atlantica sono pronti ad assicurargli nel prossimo anno. Poi la posizione dell’Italia: L’Italia è “in prima linea a difesa degli alleati orientali” ma “non possiamo essere lasciati soli nella difesa del fronte sud dell’Alleanza. È ugualmente fondamentale nel contesto della minaccia ibrida e globale che affrontiamo”. E’ uno dei messaggi della premier Giorgia Meloni al vertice. La “designazione di un Rappresentante Speciale per il Sud, e’ una buona notizia e un punto di partenza. L’Italia continuerà a lavorare affinché, nell’interesse di tutti, le nostre priorità siano adeguate a un mondo che sta cambiando”, ha aggiunto la premier. “Continuare a sostenere la legittima autodifesa dell’Ucraina, e con essa il rispetto del sistema internazionale, senza il quale vivremmo tutti una stagione di caos. Il sostegno italiano continuerà, ma deve essere mirato ed efficace, allo stesso tempo evitando duplicazioni, perché 96 cittadini dell’Unione Europea su 100 sono anche cittadini di una nazione della Nato e il bilancio nazionale al quale attingiamo è sempre lo stesso” ha aggiunto Meloni.
“L’Italia è oggi in grado di annunciare che la traiettoria della spesa per la difesa nel 2024 è in aumento. Il 2% è tra i nostri obiettivi, ma non è l’unico. Dobbiamo anche lavorare a un’industria della difesa innovativa e competitiva, che tragga vantaggio dalla complementarità tra Nato e Ue” ha anche detto Meloni al vertice della Nato. La premier italiana Giorgia Meloni ha anche avuto, un incontro bilaterale con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan. “Al centro della conversazione anche il comune desiderio di puntare a un ulteriore sviluppo dei rapporti politici, economici e commerciali bilaterali e della collaborazione sui temi migratori”, ha spiegato Palazzo Chigi in una nota. “L’incontro ha consentito ai due leader di passare in rassegna i principali contenuti del vertice, nell’ottica del rafforzamento del coordinamento bilaterale all’interno dell’Alleanza atlantica in particolare rispetto al fianco Sud, nonché i temi di maggiore attualità nel contesto internazionale”, ha aggiunto.
Sul vertice da registrare anche l’intervento del ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani: “Il destino di Kiev nella Nato è segnato. A guerra finita si lavorerà per accelerare i tempi, lo stesso discorso vale per l’Unione europea, ma bisogna rispettarne gli equilibri e avere rispetto per gli altri Paesi candidati”: lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani, a margine della consegna del premio LaGuardia al generale Christopher Cavoli, comandante supremo alleato per l’Europa, alla Decatur House a Washington DC.
