Esteri

Vertice Ue, bocche cucite. Parlano solo von der Leyen e Costa

L’Europa è uscita compatta dal Consiglio europeo straordinario convocato d’urgenza a Bruxelles per rispondere all’attacco di Donald Trump alla Groenlandia e alla minaccia di nuovi dazi per quei Paesi pronti a inviare contingenti militari. Una riunione fiume finita solo dopo 5 ore di discussione, segnale che tutti hanno voluto dire la loro. I giornalisti che hanno atteso per ore l’uscita dei leder sono rimasti a bocca asciutta,  visto che nessun capo di Stato e di Governo ha rilasciato dichiarazioni. A parlare soltanto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che è stato il primo a presentarsi davanti ai giornalisti: “L’Unione Europea continuerà a difendere i propri interessi e a proteggere se stessa, i propri Stati membri, i propri cittadini e le proprie imprese da qualsiasi forma di coercizione: ha il potere e gli strumenti per farlo e lo farà se e quando necessario”. Questo il cuore delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nelle sue conclusioni orali al termine del vertice Ue straordinario. “Guardando al futuro, restiamo pronti a continuare a collaborare in modo costruttivo con gli Stati Uniti su tutte le questioni di interesse comune, compresa la creazione delle condizioni per una pace giusta e duratura in Ucraina”.  A seguire l’atteso intervento della Presidente della Commissione, von der Leyen, che ha spiegato che l’Unione si è mossa seguendo “quattro principi fondamentali: fermezza, apertura, preparazione e unità, e questo approccio si è rivelato efficace”. Nei giorni precedenti al vertice, la posizione europea si era già delineata attraverso una serie di prese di posizione unanimi dei leader, improntate alla calma e al dialogo con l’amministrazione statunitense, senza escludere però il ricorso agli strumenti commerciali, il cosiddetto “bazooka”, qualora necessario. I leader sono arrivati a Bruxelles all’indomani dell’intervento di Trump al Forum di Davos, con una crisi sulla Groenlandia parzialmente rientrata anche dopo l’intervento del segretario generale della Nato Mark Rutte. Ma se da un lato l’imprevedibilità del presidente Usa continua a destare preoccupazione, dall’altro dal vertice emerge soddisfazione per la rapidità con cui l’Unione è riuscita a formulare una risposta comune. “Sono d’accordo su tutto”, hanno dichiarato alcune fonti diplomatiche, lasciando intendere che il confronto tra gli Stati membri si sia svolto senza frizioni.

Red

aggiornamento crisi  Groenlandia

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