I socialisti europei hanno avvertito Ursula von der Leyen che non la sosterranno per un secondo mandato come presidente della Commissione europea se continuerà a blandire gli eurodeputati di estrema destra allineati con Giorgia Meloni.
Mentre Emmanuel Macronvisita la Germania nel tentativo di rinnovare l’asse franco/tedesco in Europa dopo le elezioni del 6-9 giugno, il cancelliere tedesco Olaf Scholze il suo partito socialdemocratico non nascondono di voler silurare il secondo mandato della von der Leyen, addirittura con l’idea di sostituirla con .Mario Draghi, una scelta gradita a Parigi.
Nei recenti commenti di autorevoli socialisti europei, tra cui Scholz e la capolista dell’SPD per le elezioni europee, Katarina Barley,hanno minacciato di far naufragare la candidatura di von der Leyen se accetterà il sostegno dell’estrema destra per assicurarsi la maggioranza al Parlamento europeo.
“Non lavoreremo con l’estrema destra”ha detto, ribadendo l’impegno preso dai Socialisti e Democratici, da Renew Europe, dai Verdi e dalla Sinistra di “non cooperare né formare una coalizione con l’estrema destra e partiti radicali a qualsiasi livello”.
Un ultimo warningper Ursula per la sua posizione nei confronti dei Fratelli d’Italia della Meloni che appartiene al gruppo di destra dei Conservatori e Riformisti europei (ECR)al Parlamento europeo.
Von der Leyen, che proviene dal Partito popolare europeo di centrodestra, ha indicato che se non riuscisse a ottenere una maggioranza con il sostegno degli eletti di centrosinistra e liberali dopo le elezioni, potrebbe lavorare con l’ECR .
Venerdì Scholz l’ha messa in guardia affermando che “la prossima Commissione(europea) non dovrà basarsi su una maggioranza che abbia bisogno anche del sostegno dell’estrema, l’unico modo per stabilire la presidenza della Commissione sarà basarla sui partiti tradizionali”.
In un’intervista pubblicata domenica , Nicolas Schmit, i leader dei socialisti europei ha agggiunto “Von der Leyen vuole farci credere che ci sono estremisti di destra buoni e estremisti cattivi”, ma Giorgia Meloni è “politicamente di estrema destra”e la sua visione“non è certamente per un’Europa forte e integrata”.
La domanda ora è se Scholz e i suoi socialisti tedeschi abbiano effettivamente escluso un secondo mandato per Ursula l e chi potrebbero avere in mente per sostituirla. Un potenziale sfidante dell’attuale presidente è Draghi.
Proprio la settimana scorsa ha ricevuto il sostegno di uno dei più stretti alleati di Emmanuel Macron, Pascal Canfin, un eurodeputato noto per avere una linea diretta con l’Eliseo. Intervistato da POLITICO ha detto: “la Francia e tutti nell’ecosistema presidenziale vorrebbero che Draghi giocasse un ruolo”. Ma da tempo corre voce che Macron stia manovrando per mettere Draghi a capo dell’esecutivo dell’UE – e ora sembra avere alleati a Berlino.
Con Parigi e Berlino insoddisfatti per l’apertura della alla ECR di Giorgia la candidatura di von der Leyen per si trova ad affrontare una sfida seria. Sebbene sia la candidata PPE alle elezioni europee, rendendola in teoria una favorita per il posto, avrà bisogno del sostegno di leader europei come Scholz, Macron e Meloni per assicurarselo.
Il calcolo elettorale è difficile perché avrà bisogno di 361 votial Parlamento europeo, mentre il PPE è in corsa per circa 176 seggi. Si prevede che i Socialisti e Democratici ne otterranno 144, quindi le prospettive di von der Leyen saranno minate se gli eurodeputati di centrosinistra non la sosterranno.
Se i voti dei Fratelli d’Italia sono in qualche modo indispensabili fino ad oggi Giorgia ha dichiarato che non voterà mai con i socialisti, ma le sue vie del trasformismo sono infinite.
Se il PPE last minute decidesse di rinunciare alla candidatura di Ursula, accadrebbe quanto accadde dopo le elezioni del 2019 quando il nome di Ursula spuntò bruciando proprio l’allora candidato del suo partito Manfred Weber .
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