di Giuliano Longo
Il leader cinese Xi Jinping è arrivato a Mosca oggi lunedì 20 e vi permarrà sino mercoledì 22 marzo. Il mondo aspetta di capire in quale veste Xi Jinping incontrerà Vladimir Putin nella prima visita all’estero del suo terzo mandato presidenziale e 40esimo faccia a faccia con l’omologo russo. L’incontro potrebbe comunque venir complicato dal mandato d’arresto della decisone della Corte penale internazionale dell’Aia contro Putin, Corte peraltro non è riconosciuta da mezzo mondo, Cina, Russia, India e Stati Uniti compresi. Quantomeno la vicenda potrebbe complicare i rapporti con l’Occidente cui Xi guardava con la sua manovra diplomatica ad ampio raggio. La Cina aveva anticipato la visita a Mosca allambasciatore dell’Unione europea (Jorge Toledo), così come aveva fatto il ministro degli esteri Qin Gang nella telefonata con l’omologo ucraino Kuleba in previsione anche di una eventuale telefonata a Zelensky, attesa sin dall’inizio della guerra. Il piano rischia ora di saltare esaltando la dichiarata “amicizia senza limiti”con Putin che ha annunciato una partnership che farà entrare le relazioni mondiali “in una nuova era”. Sino ad oggi Pechino sottolineato che il rapporto con Mosca si fonda “sulla base di una non alleanza, non ostilità e del non mettere nel mirino alcuna terza parte”in linea con il multipolarismo cinese, dove gli Stati Uniti sono descritti come un agente di instabilità per la loro “mentalità da guerra fredda”. Tanto che la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, sostiene che “Cina e Russia stanno promuovendo più democrazia nelle relazioni internazionali”. Ma il vero contenuto del viaggio di Xi in Russia saranno discussioni sul rafforzamento dei rapporti militari e commerciali, anche se sino a ieri la priorità di Xi non era quella di invischiarsi in una complicatissima mediazione sul conflitto in corso, ma semmai di trarre vantaggio dalla crescente dipendenza di Mosca. Dopo il pranzo informale di lunedì, Xi e Putin svolgeranno i colloqui ufficiali martedì, prima di una cena di Stato tra le mura del Cremlino. Possibili annunci in materia di semiconduttori, un capitolo cruciale (con risvolti militari) della contesa tecnologica in cui Washington sta cercando di escludere i due rivali dalle catene di approvvigionamento. Ci si aspetta poi un aumento delle esportazioni russe di petrolio e gas in Cina grazie al Power of Siberia 2, il nuovo gasdotto in fase di costruzione che aumenterà esponenzialmente i rifornimenti per la Cina passando attraverso la Mongolia. Xi vorrebbe comunque capitalizzare diplomaticamente la sua manovra tra Cremlino e Zelensky, ribadendo il sostegno cinese alla soluzione politica e il no all’escalation nucleare. L’appoggio alla tutela della sovranità e integrità territoriale sarà come sempre accompagnato (o subordinato) alla “necessaria presa in considerazione delle legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti i paesi” evidentemente compresa la Russia.Da capire quanto sarà esplicita la critica a chi “getta benzina sul fuoco”, ma è quasi certo che tale critica resterà confinata agli Usa, visto l’attivismo diplomatico di Xi che ad ad aprile incontrerà Emmanuel Macron mentre il presidente brasiliano Lula sarà a Pechino dal 26 al 31 marzo e in Medio Oriente la Cina ha favorito l’accordo tra Iran e Arabia Saudita. Nel frattempo la prestigiosa rivista americana Politico, riferiva che tra giugno e dicembre 2022 delle aziende cinesi avrebbero inviato a quelle russe circa un migliaio di fucili d’assalto e attrezzature di possibile utilizzo militare, come parti di droni e giubbotti anti proiettile. Pechino ribadisce di non aver mai inviato armi alle due parti del conflitto e di aver“sempre controllato l’export di beni dual use“. Anche nelle complicate triangolazioni commerciali di vari Paesi con la Russia, nulla escludno che anche materiale tecnologicamente strategico possa arrivare a Mosca. La sensazione è che al di sopra, di quanto accade in Ucraina si giochi una sfida politica tra Pechino e Washington, dove entrambe cercano di presentarsi come“potenza responsabile” e “garante di stabilità”. Gli Usa non vogliono lasciare che Pechino possa incunearsi in Europa, convincendo qualcuno ad assumere una posizione meno atlantista in politica estera. Anzi Biden nel plaudire alla decisione della Corte, preme su Zelensky per una prossima offensiva Ucraina dopo il disgelo, e Usa ed Europa si apprestano a fornire nuovi pacchetti di armi a Kiev non esclusi aerei da combattimento. Di questo sono consapevoli anche i Cinesi che non vogliono certo una debacle di Putin e capiranno sino a che punto possono servire le lro manovre diplomatiche per la pace.
aggiornamento la guerra di Putin ore 10.22
