La guerra di Putin

Zaporizhzhya 2023-Kursk 1943, vittoria o sconfitta potrebbero avere le stesse conseguenze?

di Giuliano Longo

La storia non si ripete, ma spesso i comportamenti degli umani si, ecco perché il conflitto ucraino viene paragonato per certi versi a quello scontro fra Russia e Germania della seconda guerra mondiale.  Niente a che vedere  sotto il profilo geopolitico e militare con il dispiegarsi di armi e tecnologie potentissime e sullo sfondo il rischio di un conflitto atomico globale, ma  alcuni osservatori, fra i quali Stephen Bryen per Asia News,  affermano che la battaglia in corso nell’area di Zaporizhzhya,in qualche modo richiama alcune fasi della battaglia di Kursk del 1943. La città di Kursk non è poi tanto lontana dal fronte ucraino attuale a a circa 152 km a nord di Belgorod, il cui oblast è costantemente bombardato dagli ucraini che spesso filtrano il confine con sabotatori e commando addestrati,  e a 580 km a sud di Mosca, sorge alla confluenza dei fiumi Kur, Tuskar e Sejm. Il tentativo nazista di sconfiggere le forze sovietiche a Kursk fu un’impresa imponente, che non ha paragoni storici, in termini di armamenti, artiglieria, aerei e truppe.   Zaporizhzhya gli ucraini stanno cercando di stabilire teste di ponte con l’obiettivo spezzare in due il fronte russo per affacciarsi sul Mar d’Azov che, dopo l’occupazione della Crimea del 20 febbraio2014, è praticamente un lago russo. Gli ucraini dispongono  di 12 brigate specificamente addestrate dalla NATO a questo scopo, 9 di queste dispongono di carri armati occidentali, veicoli da combattimento di fanteria, veicoli corazzati e  resistenti alle mine, un notevole sostegno missilistico e di artiglieria nonché di un sofisticato ed esteso  sistema di intelligence satellitare e aereo, tutto NATO. I punti caldi del fronte si collocano su una lunghezza di 300 chilometri dove  sono in corso battaglie con gli ucraini che  cercano una svolta del conflitto contro le forze russe trincerate disposte in linee difensive di notevole  profondità . Nella battaglia di Kursk, la Luftwaffe schierò caccia, aerei da attacco al suolo e bombardieri contro centinaia di aerei russi, ne perse 711 contro i 1130 sovietici , ma l’Operazione Cittadella di Kursk fu la più grande battaglia di carri armati della storia con  2.700 carri armati tedeschi e  3.600 russi . I carri armati tedeschi distrutti o gravemente danneggiati furono 1.536, quelli russi 2.471. Tornando ai nostri luttuosi giorni i russi sino ad oggi  hanno utilizzato efficacemente la loro potenza aerea e i loro droni, ma quelli che hanno impressionato sono stati gli elicotteri Ka-52 dotati di missili  con  sistemi di contromisure a infrarossi che hanno inferto duri colpi   e hanno messo fuori combattimento molti carri armati, compresi quelli occidentali.Entrambe le parti utilizzano mine aeree e i sistemi di sminamento, inclusi quelli avanzati forniti dagli Stati Uniti e da altri paesi della NATO che non hanno avuto il successo sperato inoltre  i russi hanno interrato e protetto molti dei loro carri T-34, facili bersagli negli scontri di massa.

Una delle caratteristiche dell’offensiva tedesca lanciata contro Kursk fu la battaglia che infuriò intorno alla città di Prokhorovka con alterni attacchi e contrattacchi, parte dell’Operazione Roland  denominata dai tedeschi “Operazione Cittadella”. Alla fine i russi persero 800.000 soldati (uccisi e feriti) contro i 200.000 tedeschi i quali si resero conto che l’esercito russo era maturato in una forza combattente  caratterizzata da migliori comandanti, un più alto livello di coordinamento sul campo di battaglia e, soprattutto, la volontà di resistere e combattere in mezzo a orrende perdite. L’operazione Roland ebbe luogo tra il 14 luglio e il 27 luglio 1943 i tedeschi interruppero lo scontro quando le loro perdite raggiunsero livelli inaccettabili, ma Kursk e Stalingrado segnarono una svolta nel conflitto mondiale.  Evidentemente la  battaglia di Zaporizhzhya sembra diversa sotto molti aspetti poiché i russi sono i difensori, ma stanno efficacemente contrastando molteplici attacchi ucraini. Non sappiamo molto delle perdite russe in termini di attrezzature e truppa, ma sembra che gli attacchi ucraini stiano per la maggior parte annullati e risultino costosi per l’Ucraina e i suoi supporters occidentali. L’Ucraina ha impegnato circa il 20-30% delle sue forze nel combattimento,sia con brigate addestrate dall’Occidente che con brigate di riserva, ma di minore addestramento. Alcune delle brigate ucraine sono state quasi distrutte e altre sono state ritirate poiché più inefficaci. Non ci sono informazioni concrete sulle vittime totali nell’offensiva ucraina, ma certamentesono migliaia. Alcune delle attrezzature occidentali altamente pubblicizzate sono state distrutte:carri armati Leopard dalla Germania e dalla Polonia e veicoli da combattimento Bradley dagli Stati Uniti. Anche i MRAP americani, progettati per l’Iraq e l’Afghanistan, sono stati pesantemente colpiti dai russi. Nella battaglia di Kursk, le due parti hanno lavorato per raccogliere informazioni anche con intercettazioni radio, a Zaporizhzhya l’intelligence proviene da risorse aeree.Gli ucraini hanno UAV e aerei di sorveglianza USA e NATO che osservano la battaglia dalle acque internazionali del Mar Nero, per non parlare dei satelliti. Anche i russi hanno satelliti militari e droni e  hanno  saturato il campo di battaglia di disturbatori attaccando costantemente sistemi radar e centri di comando nemici.Finora i russi non hanno lanciato alcuna controffensiva e se Mosca deciderà di farlo in futuro rimane una questione aperta. Finora la strategia russa è quella di esaurire le forze ucraine e ridurre il loro spirito combattivo il che non avvenne a Kursk dove i russi passarono all’offensiva subendo terribili perdite. L’offensiva ucraina è ancora in corso, ma si notano alcuni cambiamenti, che potrebbero indicarne gli sviluppi futuri, certamente il più interessante è che Kiev non usa più i suoi armamenti anche sofisticati come punta di diamante, ma punta sulla fanteria.  Ciò  aumenta le perdite da parte ucraina mettendone a dura prova il morale, poiché alcune unità ucraine si rifiutano di combattere, o stanno distruggendo il proprio equipaggiamento, mentre in alcuni casi si arrendono ai russi. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare ad un crollo del morale  diffuso, ma sono sicuramente emerse prove, in particolare nella settimana del 12 giugno, che lo spirito combattivo degli ucraini si va attenuando. L’obiettivo di Zelensky  è convincere l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti,  che l’Ucraina deve entrare ufficialmente nella NATO per obbligare l’Alleanza al continuo rifornimento di Kiev.  Alcuni pensano che la speranza segreta di Zelensky sia che le truppe della NATO e la potenza aerea lo salvino, poiché  vuole qualcosa di più di alcune vaghe garanzie di sicurezza e la NATO potrebbe non avere un consenso unanime nemmeno per quelle. Un altro motivo dell’offensiva è dimostrare la capacità dell’Ucraina di riprendersi il territorio occupato dai russi. Zelensky e i suoi generali sanno che questo è ciò che la NATO e Washington si attendono e ciò che hanno pagato per ottenere. La perdita di Bakhmut è stato uno shock per l’Ucraina e Zelenskyj per questa ragion stanno tentando in qualche modo di riprendersi la città, ma con scarso successo. L’Ucraina (come già riportato anche da ORE 12) deve mostrare progressi a Zaporizhzhya in vista del grande vertice della NATO a Vilnius il 7 luglio, anche se è molto incerto che in meno di un mese possa ottenere risultati eclatanti. Il rischio per Zelensky è che l’Alleanza ripensi al suo approccio con Kiev  nonostante tutte le bellicose esternazioni del Segretario generale della NATO.  È vero che alcune armi, in particolare gli F-16, non sono attualmente operative, ma altri sistemi difensivi della NATO, dai sistemi di difesa aerea agli armamenti avanzati come i carri armati Leopard, non hanno ancora funzionato come nelle aspettative e anzi  sono state vittime delle contromisure russe. Ciò non è di buon auspicio futuro per i Paesi partners della Alleanza che vogliono la propria difesa  anziché esaurire le  risorse per un membro che non è nella  NATO, indipendentemente dalle opportunità strategiche future che il controllo dell’Ucraina potrebbe offrire alla Alleanza. Kursk cambiò il piano strategico della Germanianazista e fu un duro colpo per i generali di Hitler e per Hitler stesso, segnando la fine delle operazioni strategiche della Germania nazista sul territorio sovietico, cioè la fine del fronte orientale. L’esercito sovietico poteva ora riorganizzarsi e inseguire le difese naziste in Romania, Polonia e Ungheria e iniziare la marcia verso Berlino. A Zaporizhzhya si gioca una partita non solo militare ma anche politica, e se lo schema emerso nelle ultime settimane dovesse proseguire  l’esercito ucraino e Zelensky, potrebbero trovarsi nella stessa posizione che i generali della Wehrmacht e Hitler dovettero affrontare dopo il ritiro da Kursk. Ma in realtà la questione più importante è il futuro della NATO e il sostegno delle operazioni  al di fuori dei suoi confini e del principio dell’alleanza difensiva da sempre proclamato.  La NATO ha promesso all’Ucraina la futura adesione una volta che la guerra sarà finita, ma fanno capolino  ripensamenti, l‘ultimo espresso da Joe Bidenche non se l’è inventato da solo. Lui ha bisogno che la guerra continui fino alla sua rielezione, ma sembra che Washington non sia più così certa della vittoria finale contro Putin.

Al di là di una vittoria incerta, qualsiasi fallimento in Ucraina potrebbe bloccare i tentativi di espansione della NATOevidenziandone le debolezze che potrebbero richiedere  anni per essere risolte. Lo stesso Zelensky potrebbe rallentare la guerra pur mantenendo Washington impegnata al suo fianco. Sarebbe una bella mossa verso la pace, ma non sembra che il presidente ucraino sia disposto a esercitare tale opzione. Ne va del suo futuro. Quando la battaglia di Kursk fu persa la Germania  pose fine all’operazione Barbarossa. Se l’offensiva ucraina continua a inciampare, Zelenskyj dovrà forse affrontare una scelta simile.

Related posts

L’Intelligence di Mosca accusa: “L’Occidente vuole inviare in Ucraina 100mila peacekeeper per congelare il conflitto”

Redazione Ore 12

Referendum in Ucraina, dalla Ue nuove sanzioni alla Russia

Redazione Ore 12

  Quanto è profonda la ferita nell’esercito russo? Sussurri, grida e tanta nebbia

Redazione Ore 12