La guerra di Putin

Zelensky apre a “una soluzione politica per la Crimea”. Controffensiva in difficoltà

 

di Giuliano Longo

 

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ritiene possibile una soluzione negoziata per la “smilitarizzazione” della Crimea, annessa alla Russia dal 2014. “Se arriviamo ai confini amministrativi della Crimea, penso che si possa forzare politicamente la smilitarizzazione della Russia sul territorio della penisola”, ha detto il leader di Kiev in un’intervista, alla giornalista Natalia Moseichuk, ripresa poi da diversi media ucraini e occidentali, anche se l’Ucraina ha più volte sottolineato la propria determinazione a riconquistare militarmente la Crimea. Tuttavia, secondo Zelensky, una soluzione politica per la Crimea sarebbe migliore di un intervento militare sul territorio della penisola, perché comporterebbe meno vittime, sicuramente di parte ucraina. Allo stesso tempo, ha assicurato che non vuole spostare la guerra sul territorio russo. Lo scopo è la liberazione dei propri territori. Se l’Ucraina dovesse avanzare molto nel territorio russo (ipotesi piuttosto improbabile vi sarebbe il rischio di perdere rapidamente il sostegno dei partner occidentali e di dover combattere da sola contro la Russia. Si tratta di un’apertura su un tema che finora a Kiev era sempre stato affrontato in termini militari tanto che a fine di luglio, il capo dei servizi segreti ucraini, Kyrylo Budanov, aveva previsto che le forze armate sarebbero presto arrivate sul territorio della penisola. Dal canto suo, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Oleksiy Danilov,aveva avvertito che l’Ucraina avrebbe riconquistato la Crimea con mezzi militari, perché c’era altra soluzione. non ci sono ancora altre opzioni. “La guerra, aveva detto, non può considerarsi finita senza la liberazione della Crimea”. “Oggi si presta la massima attenzione alle operazioni offensive e al rifornimento di armi e di tutto il necessario al fronte. Lo considereremo nella prossima riunione del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale”,ha aggiunto Zelensky.

Il presidente ucraino progetta anche una “attuazione del piano per la protezione delle infrastrutture energetiche critiche. Preparazione per l’inverno. Sviluppo di un programma per la transizione verso tipi di aeromobili promettenti”. Questa apertura per una Crimea smilitarizzata non troverà certo l’approvazione di Mosca che non solo dovrebbe restituire a Kiev il Donbass e Donetskasi, ma dovrebbe rinunciare alla proprie basi navali nel mar D’Azov. Evidentemente il leader ucraino dopo 18 mesi di conflitto avverte una certa insoddisfazione dell’Occidente su un conflitto che oltre alle casse, mette a dura prova gli arsenali.  In sostanza Zelensky teme, una pressione dell’occidente per una soluzione negoziata forse prima delle elezioni presidenziali americane, e quindi gioca d’anticipo con notevole spregiudicatezza. Un segnale di stanchezza, pur nei fumi della propaganda sulla “inevitabile vittori”a viene anche dal capo del dipartimento della Difesa ucraino  Oleksij Reznikov sulla cui caduta in disgrazia si erano sparse voci nei mesi scorsi dopo alcune sue aperture per una tregua, se non proprio un negoziato. Il giorno precedente all’intervista di Zelensky il ha convocato  una conferenza stampa nel corso della quale  ha respinto ogni voce sul suo coinvolgimento negli scandali di corruzione nel Ministero della Difesa. Ma soprattutto ha messo in luce le ragioni del rallentamento  della controffensiva delle forze armate ucraine spiegando la solidità delle difese russe che secondo il ministro è difficile sfondare con il risultato che dopo tre mesi si sta ancora  combattendo per “tre villaggi”. Reznikov ha spiegato quanto già accertato anche dagli strateghi Nato “(…) I russi hanno costruito una linea di difesa a tre livelli e tra di loro ci sono ancora le cosiddette ‘zone di sicurezza’. Questi sono campi minati, fortificazioni soggetti improvvise e imboscate di carri armati.

Poiché non abbiamo nascosto (dopo mesi di annunci, ndr) il fatto che avremmo ricevuto carri armati e veicoli corazzati, loro si sono preparati effettuando imboscate ai nostri carri con sistemi anticarro, ecc. (Inoltre) Abbiamo ricevuto attrezzature per lo sminamento dai partner, ma non sono sufficienti. Dato che lo sminamento convenzionale prevede la partenza di veicoli corazzati con la rete a strascico che smina. Ma ci sono imboscate ai nostri tra carri quindi dobbiamo reagire”. Ma il Ministro e lo Stato Maggiore hanno sempre lamentato la mancanza di coperture aerea indispensabile in ogni conflitto moderno, una richiesta che pare ormai soddisfatta con l’invio di moderni caccia F16 americani da parte di alcuni Paesi della Alleanza. L’addestramento dei piloti è già in corso presso alcuni paesi NATO, ma il loro impiego effettivo potrebbe slittare ai primi mesi del prossimo anno, senza garantire “l’inevitabile vittoria” ma sicuramente favorendo l’escalation del conflitto. Infine va segnalato che il vice capo  Vadim Skibitskyla  dell’intelligence dell’Ucraina (SBU)ha pubblicato un altro “rapporto” sullo stato dell’armamento missilistico delle forze armate russe, dal quale risulterebbe che ai russi i sono rimasti 585 missili in grado di colpire obiettivi a una distanza di 500 km. Questo senza tener conto degli X-22. missiliaria-superficie  costruito in Unione Sovietica a partire dagli anni sessantache non è stato mai impiegatoestesamente come arma strategica, soprattutto a partire dalla metà di giugno 2022. Ma lo SBU segnala anche che la Russia è riuscita ad aumentare significativamente la produzione di missili a lungo raggio, contrariamente alle sue previsioni del dicembre dello scorso anno quando aveva previsto per la Russia l’imminente insorgenza di una grave carenza di queste armi.Subito dopo la presentazione del nuovo rapporto,il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev  ha così commentato la dichiarazione di Skibitsky “ A Kiev viene regolarmente effettuato un “doloroso conteggio” delle armi impiegate dalle forze armate russe nel conflitto, ma  il complesso militare-industriale russo oggi ha raggiunto volumi di produzione di varie armi tali da superare le attuali esigenze dell’esercito”.

aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.32

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