Esteri

Papa Francesco in Canada: “Le donne porteranno la Chiesa in tempi più fecondi”

 

“La tenerezza materna di tante donne ci può accompagnare, come Chiesa, verso tempi nuovamente fecondi, in cui lasciare alle spalle tanta sterilità e tanta morte, e rimettere al centro Gesù, il Crocifisso Risorto”. A dichiararlo è stato Papa Francesco, durante la messa al santuario canadese di Sainte-Anne-de-Beaupré. Un messaggio che il Santo Padre ha dedicato alle donne a corredo di una riflessione su Sant’Anna e in una Chiesa dedicata proprio alla madre di Maria. “In questa Basilica non possiamo che evidenziare il ruolo che Dio ha voluto dare alla donna nel suo piano di salvezza. Sant’Anna, la Santissima Vergine Maria, le donne del mattino di Pasqua ci indicano una nuova via di riconciliazione”. Non è la prima volta che il Papa dedica una simile riflessione alle donne. Già durante il pellegrinaggio a Lac Ste Anne aveva evidenziato “il ruolo vitale delle donne nelle comunità indigene: occupano un posto di rilievo in quanto fonti benedette di vita non solo fisica, ma anche spirituale”. E qualche settimana fa in Italia era già arrivata un’importante apertura da parte del Santo Padre: Suor Raffaella Petrini, Yvonne Reungoat e Maria Lia Zervino erano state scelte da Francesco come nuovi membri del Dicastero per i vescovi, organismo coinvolto nell’elezione dei nuovi pastori diocesani. “Io sono aperto che si dia l’occasione. Adesso il Governatorato ha una vicegovernatrice. Adesso, nella Congregazione dei Vescovi, nella commissione per eleggere i vescovi, andranno delle donne. Un po’ si apre in questo modo”, aveva dichiarato Francesco. Durante la celebrazione in Canada, un gruppo di indigeni ha issato uno striscione dove c’era scritto “Rescind the doctrine”, ovvero “Cancella la dottrina”, un riferimento alla cosiddetta Dottrina della Scoperta, un pronunciamento vecchio di 500 anni nel quale la Chiesa cattolica autorizzava le potenze coloniali di allora a invadere tutti quei territori non ancora cristiani. “Da parte del Papa non basta la ricerca del perdono e della riconciliazione, non avendo ancora sentito nulla sul ripudio della Dottrina della Scoperta, da cui deriva gran parte della legislazione politica su quello che essi ritengono un vero “genocidio”, appunto l’Indian Act, le scuole residenziali, la creazione delle riserve”, ha dichiarato Judy Wilson, capo della Neskonlith Indian Band e segretario-tesoriere dell’Unione di B.C. capi indiani

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