Primo piano

31 dicembre: Giornata Mondiale del “Che cosa fai tu stasera?”

di Loredana Vaccarotti

 

Bentornati, ve lo dico: Natale è appena passato e già Capodanno ci guarda storto. Tra regali inutili ( dalle calze antiscivolo quando in casa hai la moquette, ai sali da bagno ma la vasca non c’è)insomma di quelli di cui Parla Tiziano Ferro “di quelli che poi apri e poi piangi”, panettoni secchi e digestione bloccata, tu ti chiedi: “Ma chi me l’ha fatto fa’?”

Ebbene sì, siamo in quel periodo che si è in ferie, ma si è più stanchi, come dopo 12 ore di lavoro forzato: sarà la pesantezza del cibo che più che una dieta intermittenza è più una pausa ogni 20 minuti. La sedia che ormai non sai se sei tu che sei seduto o è lei che si è affezionata e non molla. E’ tutto un mangiare non capisci quando termini il pranzo o inizi la cena e ogni sera, saluti dicendo “mamma mia! Mancano solo 7 ore alla colazione”. Per la vigila di Natale, mi è arrivato un sms sul cellulare, era il fegato che mi ha scritto: ”che hai deciso? Lo vuoi vive sto’ 2026 o ti fermi qui?” I pantaloni si auto sborbottano, gli uomini cominciano a mostrare i primi segni di cedimento, si quelli dei bottoni della camicia che tira e la fitta vegetazione invernale si fa spazio per prendere aria, che dopo la ceretta estiva sembrano un fitto bosco di agrifogli. Noi donne, poi meglio non parlarne, le gambe diventano talmente pesanti che ci vuole una gru per sollevarle, i vestiti tirano, le tette salgono spinte dai polmoni, dal pancreas, da non so chè!”. Cara dieta, ci vediamo dopo le feste…
Anzi no! Poi ti chiamo io. Tutti si auspicano un anno nuovo, che poi basterebbe uno già usato migliore Ora il pensiero è…cosa fare a Capodanno, la tradizioni, vuole che si indossi qualcosa di rosso e molto ristretto, quest’anno ho deciso d’indossare il mio conto. Altro modo di dire e pensare “quello che fai l’ultimo dell’anno lo fai tutto l’anno”  e allora capisco, perché tanti coglioni.

Tra lui e lei. Lei:” devo prendere appuntamento con la parrucchiera, estetista per le unghie, filler, trucco; spero non ci sia la gatta morta di Adriana; devo essere la regina della serata; il vestito mi è costato due stipendi” e Lui: ”Chi tromba a capodanno, tromba tutto l’anno”, che poi! Vale solo per le prostitute

Poi ci sono quelli che si mettono nel letto , mettono la sveglia a mezzanotte, urlano e si ricoricano.

E così eccoci all’ultimo dell’anno… un altro anno se ne è andato, e cosa ho realizzato quest’anno che non abbia realizzato gli anni passati? Nulla! Che coerenza, eh?

Poi ci sono i complottisti: “come mai in Nuova Zelanda hanno festeggiato l’mano nuovo e noi no? Che c’è sotto?”

Mia mamma, che legge tutti gli oroscopi da Fox a Branko Inizio modulo, ecco un pensiero agli astrologi che stanno preparando le previsioni per il 2026: gioie potete smettere di nascondervi. Scusa 2026, non è per diffidenza, ma esco da un periodaccio di 4 anni di esperienza devastante, non è che potrei dare una sbirciatina prima di entrare? L’oroscopo del 2026 dice che sarà l’anno del mio riscatto… Ecco, ci manca solo che mi rapiscano.

Oppure, voi che leggete non è che per caso avete un amico a Wellington che ci dica in anteprima com’è ‘sto 2026?

31 dicembre: Giornata Mondiale del “Che cosa fai tu stasera?”
Voi che vi lamentate del Capodanno pensate a quelli che abitano in prossimità della linea nel Pacifico e che se fanno pochi km se ne sparano due. Che poi, ogni età lo vive in maniera differente, la gioventù aspetta l’anno nuovo per gettarsi in una festa fino a tarda mattinata , alla mezza età si è costretti ad aspettare la mezzanotte più lunga dell’anno.

Le scelte come trascorrerlo sono molteplici: teatri, casa di amici, piazze, locali,  o quelli che si ubriacano con lo sciroppo per la tosse. Certo che se capita il single ad una festa di capodanno con coppie, non si sa mai chi invidia di più chi. Si salvano con i trenini, un modo per non sentirsi soli, che poi mi chiedo da dove nascono questi trenini a capodanno, la colpa forse risiede nei cromosomi A, E, I, O, U, e Y.
L’ultimo dell’anno chiuda la porta.

E poi…le tradizioni, l’Italia dai mille colori si differenzia anche nelle feste nazionali.

A Roma, è tradizione buttare via tutto ciò che è vecchio… tranne i parenti ficcanaso. Tutti in piazza, spumante in mano, botti che tremano più delle tue ginocchia. Il romano sorride e dice: “Aho, ce semo quasi!”, ma dentro pensa: “Se er 2026 è peggio, me tiro er piumone addosso e faccio finta de dormì tutta la vita”.

A Napoli, invece, cenone obbligatorio con cotechino e lenticchie. Sembra che portino soldi, ma poi a gennaio ti ritrovi più povero di prima. I fuochi? Te li sparano addosso come se fossero proiettili. La zia urla: “Si nun fai casino, er 2026 te se magna!”. E tu stai lì a pensi: “Ma io volevo solo un divano col telecomando, ma perché nun se po’?” Ma la tradizione delle lenticchie vi è un po’ in tutte le regione. Una mia amica ha mangiato lenticchie per trent’anni e non ha visto una lira o euro, ha iniziato con i piselli ed ora gira in Ferrari. Ci sono vini che migliorano con gli anni e ci sono anni, come questo, che migliorano solo col vino…

In Sicilia, fuochi dappertutto, parenti che spuntano dal nulla e ti chiedono: “E l’amuri? E u travagghiu?”. E tu che ancora devi digerire il cannolo. Qui il motto è: “Cu fa rumuri, porta furtuna”, ma io ve lo dico: la fortuna si mangia pure a te, e i vicini si godono il casino.

A Milano, Lombardia: cenone elegante, piatti perfetti, sorrisi tirati… e appena torni a casa ti arriva il mutuo: “Ue, il divertimento è finito!”. E tu pensi: “Ah, mo’ festeggio co’ l’ansia della rata!”.

In Vèneto e Friuli: tutto precisino. “Chi va piano, va sano e va lontano”, ma appena arriva gennaio, le bollette li riducono a piangere davanti alla luce del salotto come bambini piccoli.

Sud Italia, tipo Calabria e Puglia: cenoni da urlo, fuochi dappertutto, balli fino a stremare le gambe. Tu provi a stare fermo? Impossibile. “Cu nun balla, nun se magna a furtuna”. E allora balli, mastichi, digerisci male… e speri che arrivi mezzanotte prima che qualcuno ti lanci un cotechino in testa.

Ecco, Capodanno in Italia è caos totale: superstizione, botti assassini, parenti invasivi e cibo che sfida le leggi della digestione. Sei felice? Due secondi. Poi le bollette bussano, i mutui urlano, i vicini ti guardano storto

Lo chiamano “capodanno” soltanto perché chiamarlo “botti sparati a mezzanotte da penosi mentecatti soltanto per far sapere al mondo intero che la loro deleteria e patetica esistenza imperverserà anche l’anno venturo” è troppo lungo.

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