Bufera sul viaggio di Salvini a Mosca ma lui rilancia: “Se dovessi incontrare Putin gli chiederei il cessate il fuoco. Incontrerei anche Zelenksy”
“Se dovessi riuscire a incontrare Putin gli chiederei, anzitutto, il cessate il fuoco. Incontrerei anche Zelensky. Ci andrei volentieri a Kiev”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, è tornato sulla possibilità di un suo viaggio in Russia o nella capitale del Paese invaso oltre tre mesi fa dall’esercito di Mosca. “Vedremo – ha aggiunto sull’ipotesi di andare in Russia – se sarà tecnicamente possibile adesso o più avanti. Chiunque possa portare un mattoncino che ricostruisca la casa della pace e del dialogo dovrebbe poterlo fare”. “È una possibilità verso la pace – ha proseguito Salvini sulla possibilità di andare a Mosca – Bisogna fare di tutto per riportare a un tavolo chi sta combattendo e fermare l’allargarsi del conflitto. Significa salvare vite in Ucraina e salvare posti di lavoro in Italia. Vedremo”. “Mi spiace – ha dichiarato a Lodi, dove stamani è intervenuto a sostegno della candidata sindaco del centrodestra, Sara Casanova – che ci sia qualcuno, soprattutto del Pd, che polemizza. D’Altronde, io non mi rassegno alla guerra prolungata per settimane, mesi e anni e cerco e cercherò di fare di tutto per fermarla questa guerra. Se poi darò il mio piccolo contributo da Milano, da Roma, da Washington, da Mosca, da Pechino, da chissà dove, spero di essere utile. Se tutti si impegnassero per la pace, sarebbe più vicina. La pace dovrebbe essere patrimonio di tutti”. Dell’ipotesi di un viaggio in Russia, Salvini ha parlato anche a Sabato Anch’io: “Sono in Italia. Non ho certezze che ci andrò, ci stiamo lavorando. E si va se serve, certezze non ce ne sono. La richiesta di aprire i porti viene da più parti: bisogna insistere. Ci sono buone relazioni, rappresentiamo milioni di italiani”. “Per alcuni sarei già partito ieri – ha aggiunto – Non è un viaggio di piacere: si va se serve. Non vado a nome del governo, dò il mio mattoncino”. Commenta duramente le dichiarazioni di Salvini il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Se si deve parlare con Putin ci parla Draghi” e comunque “la guerra in Ucraina non è tema di tour estivo. Ognuno di noi, quando fa qualcosa, rappresenta tutto il Paese e ci sarà un motivo per cui a Mosca non ci sia ancora andato nessuno dell’alleanza occidentale”. Il capo della Farnesina ha poi rimarcato che il governo non era stato messo al corrente delle intenzioni di Salvini. Cauta la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Non conosco i contenuti della visita di Salvini a Mosca. Dovrei capirne i contorni”. Mentre il segretario del Pd Enrico Letta attacca: “L’ennesima boutade”. Non si è fatta attendere la risposta alle polemiche di Salvini, che si dice “sconcertato e stupito”. “Andare in questi teatri di guerra – dice il leader leghista – non è come andare un week end a Riccione. Non pretendo applausi ma nemmeno insulti”. Ricevere “insulti, minacce e attacchi per una missione di pace fa riflettere”, dice Salvini, che parla di “reazioni isteriche soprattutto della sinistra”. Su Di Maio, nello specifico, il capo del Carroccio dice che “è il ministro che dovrebbe occuparsi di diplomazia, che manda pseudo piani di pace sconosciuti a tutti, anche a Draghi, e dà del cane a una delle persone con cui deve dialogare: deve studiare ancora un po’ di diplomazia”. Sio concentra invece sulle tensioni nell’Unione Europa il Segretario del Pd Letta: C’è un “rischio enorme” che il governo del primo ministro ungherese, Viktor Orban, faccia saltare l’intesa sull’embargo petrolifero alla Russia. Lo ha dichiarato in un’intervista alla radio francese France Inter il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, in vista del vertice Ue che dovrà decidere sul nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Finanziare la guerra in Ucraina di Vladimir Putin, “è una grande contraddizione e deve finire”, ha proseguito Letta, secondo cui “il diritto di veto non è mai nell’interesse dell’Europa ed i “ricatti” dei Paesi “più piccoli” alla fine ” rendono tutto più debole”. “Immaginate cosa succede a Vladimir Putin quando vede quest’Europa divisa. Ride e va avanti”, ha aggiunto. “Il rischio di divisione e di inefficienza all’interno del Consiglio europeo a Bruxelles oggi e domani sarebbe il miglior regalo per Putin”, avverte infine Enrico Letta. Un rischio, aggiunge il segretario Pd sempre su Twitter, “da evitare a tutti i costi”.
aggiornamento visita Putin a Mosca ore 15.57
