“In Italia il quadro macroeconomico si è deteriorato bruscamente, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”. Lo ha rilevato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, intervenendo al convegno sulla corporate governance organizzato da Consob e Assonime. Franco ha ricordato i diversi interventi essi in campo del governo: “l’obiettivo – ha detto – è evitare che il paese torni in recessione”. “A due anni dallo scoppio della pandemia, questa sarebbe dovuta essere una fase di ripresa economica e graduale ritorno alla normalità. Da 90 giorni, invece, viviamo una fase di difficoltà e di grande incertezza”, che vede impegnati il governo e tutti gli attori dell’economia. “Ma questo non deve distoglierci” dalla necessità di medio periodo di portare il Paese su un sentiero di crescita più sostenuto, ha sottolineato il ministro dell’Economia. “Sono necessarie numerose azioni tra loro complementari, quale la forza degli investimenti in capitale fisico e umano, o migliorare il quadro regolatore della qualità di servizi. Ma è anche cruciale che le imprese diventino più grandi e produttive – ha detto Franco – puntando su innovazione tecnologica e segmenti di mercato a elevato valore aggiunto”. Poi l’avvertimento dell’Unione Europea con Gentiloni: “Certamente nei Paesi ad alto debito, ne individuiamo 6 tra cui l’Italia, devono avere una attenzione particolare alla finanza pubblica. La sfida non semplice, è semplice a parole ma nei fatti non è semplicissima, è di mantenere l’andamento dell’econonomia in territorio positivo, superando la crisi in Ucraina, riprendere la crescita e al tempo stesso tenere sotto controllo il livello alto del debito”. “Questo mix è ovviamente una sfida ma ricordiamoci sempre che la riduzione del debito, che non può che essere un obiettivo, naturalmente graduale e realistico, è enormemente avvantaggiata se il paese cresce. Quindi i due obiettivi in realtà concorrono – ha concluso – puntando a limitare la spesa corrente, specialmente quella permamente”.
