Esteri

In Cina la prima batteria nucleare che dura 50 anni

 

di Gino Piacentini

La prima batteria al mondo in grado di durare 50 anni. Questa è la promessa della Betavolt New Energy Technology, azienda cinese che – dopo aver registrato i brevetti a Pechino – ha intenzione di espandersi anche nel resto del mondo, portando in commercio la prima batteriaalimentata a energia nucleare.

L’innovazione, secondo l’Independent, rientrerebbe nel piano di rafforzamento dell’economia cinese per il quinquennio 2021-2025.

Le batterie – fa sapere l’azienda – arriveranno sul mercato entro pochi anni, e sono in grado di produrre energia in modo sicuro e autonomo per 50 anni senza bisogno di ricariche o di manutenzione. La nuova cella per dispositivi mobili,grande come una moneta da 2 euro, sfrutta il decadimento radioattivo dell’isotopo nichel-63 e uno speciale semiconduttore in diamante, generando fino a 100 microwatt di potenza e una tensione di 3 volt.

Tra i suoi punti forza:

  • La densità energetica, 10 volte maggiore di una batteria al litio
  • Non esplode e non prende fuocose punta
  • La generazione dell’energiaè stabile nel tempo, per cui la quantità fornita non dipende dalle condizioni operative o dall’usura, come avviene invece per le classiche batterie a celle elettrochimiche
  • Non emette radiazioni, per cui la si può utilizzare anche in campo medico

Sul tema della salute umana gli sviluppatori sostengono che non c’è alcun rischio, poiché le batterie non emettono radiazioni e la loro architettura a strati previene possibili incendi. Sono state progettate per essere inserite all’interno di smartphone, droni o micro-robot, ma Betavolt incoraggia anche le applicazioni in campo medico, per esempio per alimentare pacemaker, cuori artificiali e apparecchi acustici.

Anche lo smaltimento sembra non essere un problema. Secondo gli sviluppatori, gli isotopi delle celle decadono nell’arco di cento anni, trasformandosi in un isotopo stabile di rame, un elemento che “non è radioattivo e non rappresenta una minaccia o una possibile fonte di contaminazione per l’ambiente“. Al contrario delle celle al litio utilizzate oggi nei prodotti tecnologici, che devono essere riciclate in centri specializzati poiché le sostanze chimiche e i metalli contenuti inquinano sia il suolo che l’acqua. 

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