La guerra di Putin

  Mosca. Boris Nadezhdin il “mistico” aspirante anti-Putin alla presidenza russa

 

Nelle ultime settimane si sono formate lunghe code in decine di città russe  davanti agli uffici improvvisati di Boris Nadezhdin,critico dello tzar Putin e aspirante alla presidenza della Russia.

 

Un elemento di sorpresa, ipervalorizzato dai media occidentali, mentre quelli russi lo giudicano uno spettacolo ininfluente a fronte della certa, anche se non unanime, vittoria di Vladimir.

 

Il sessantenne Nadezhdin è un politico di lungo corso con un passato di fisico che intende porre fine all’“errore fatale” di Putin in Ucraina, fermare la mobilitazione e liberare i prigionieri politici, tra i quali Alexei Navalny. Si impegna inoltre a revocare le leggi anti-LGBTQ+ e sulla censura militare.

 

Attualmente deve presentare 100.000 firme al Comitato elettorale centrale russo entro la fine di gennaio che che devono essere distribuite in almeno 40 regioni, da segnalare che Putin di firme ne ha raccolte 2.5 milioni, 

 

Parlando giovedì al telefono con il giornalePOLITICO.eu, del gruppo tedesco Bild, Nadezhdin ha attribuito il suo successo a“una serie di miracoli” e  “cose sorprendenti”. Il primo miracolo è che è riuscito a convincere il partito liberal-liberista di“Iniziativa Civica” a sostenerlo, riducendo il numero di ostacoli amministrativi che avrebbe dovuto affrontare. Il secondo miracolo sarebbe l’afflusso di migliaia di persone ai suoi uffici che hanno iniziato a donare soldi e ad iscriversi come volontari.

 

Il terzo si è verificato all’inizio di gennaio, quando un certo numero di influenti figure dell’opposizione russa,la maggior parte dei quali vive in esilio,si sono espressi a sostegno della sua candidatura. “Puoi chiamarlo Dio o destino, ma c’è una forza tangibile che guida la mia campagna”, ha detto Nadezhdin.

 

Piuttosto che un miracolo, gli analisti occidentali hanno spiegano  la popolarità di Nadezhdin come un segno del diffuso malcontento nei confronti del Cremlino e della sua guerra contro l’Ucraina, ma si chiedono quanto potrà durare l’ascesa di Nadezhdin prima che vi sia un intervento dal Cremlino che tuttavia non ha ufficialmente applicato la legge marziale come in Ucraina.

 

Nadezhdin ha lamentato che finora nessun esponente del Governo  si è messo in contatto con lui per invitarlo “a prendere il tè”. “È un segno che non sanno cosa fare con me”, ha detto. Anche se

un’altra candidata dell’opposizione, Yekaterina Duntsova,è stata squalificata a dicembre dalle autorità elettorali a dicembre per “numerose violazioni” dei suoi documenti.

 

Nadezhdin nel frattempo non esclude un quinto miracolo con la comparsa del suo nome sulla scheda elettorale. “Quello che sto facendo adesso, Dio lo sostiene”,ha detto, aggiungendo che lui proviene da una lunga stirpe di preti ortodossi russi, forse dimenticando che i vertici del Patriarcato di Moscasono fieramente schierati con Putin e nella difesa dei valori della “Santa Madre Russia”.

 

Tuttavia, prima della scadenza imminente per presentare le firme, Nadezhdin ha detto di aver lavorato 18 ore al giorno: “Dio aiuta coloro che aiutano se stessi”.

 

I candidati che sinora si sono presentati sono 29, i partiti presenti alla competizione i cui candidati sono al vaglio della Commissione sono, fra gli altri il Partito Comunista della Federazione Russa, Russia Giusta, Partito Liberal-Democratico di Russia, Nuova Gente, Rodina, Jabloko.

 

Ai primi di gennaio la Commissione ha già approvato le candidature di Leonid Slutsky del partito nazionalista Liberal Democratico e Vladislav Davankov del Nuovo Partito Popolare.

 

GiElle

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