Mentre l’Aiea(l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) lancia l’allarme per il rischio che i continui attacchi alle strutture della centrale nucleare di Zaporizhzhia(da tempo sotto il controllo di Mosca), i media occidentali parlano di “accuse incrociate”fra le due parti in conflitto..
Che francamente non si comprende per quale ragione i russi dovrebbero bombardare una pericolosissima struttura già controllata da lora da almeno due anni.
Chiarissima è invece l’intenzione ucraina di terrorizzare l’occidentecon l’eventualità di una esplosione nucleare che peraltro coinvolgerebbe territori ucraini e di alcuni paesi alleati dell’Est Europa.
Tra le aree teatro dell’inasprimento dei combattimenti dove le truppe russe potrebbero concentrare l’assalto, puntando a dilagare in territorio ucraino per poi imporre a Kiev un accordo, c’è proprio quella dove sorge la centrale nucleare
. Un’altra area critica in cui le truppe ucraine faticano a contrastare gli assalti avversari è essere quella di Kharkiv, mentre intensi combattimenti sono ancora in corso alla periferia della cittadina di Chasiv Yar, nel Donetsk.
Ora la strategia di Kiev,,preannunciata dal capo della Intelligence Budanov già mesi fa, c’è quella tenta di indebolire l’avversario con attacchi a lungo raggio in territorio russo, e ad azioni di sabotaggio diffuse sul territorio della Federazione.
Fra queste azioni ci sono quelle , dal Corpo dei Volontari Russi (Rvc),la più consistente delle tre milizie formate principalmente da cittadini russi che combattono al fianco dell’Ucraina, forte di alcune migliaia di membri.
Nelle ultime settimane il gruppo ha effettuato incursioni e attacchi nella regione russa di Belgorod, poco distante dal confine, dove la milizia è penetrata il 12 marzo riuscendo a resisterv per quasi due settimane.
Sul personaggio a capo della milizia, il 40enne Denis Kapustin, si concentra un reportage pubblicato nei giorni scorsi dal sito tedesco Politico,, curato da Jamie Dettmer.
Nativo di Mosca,all’età di 17 anni Kapustin si trasferì con i suoi genitori a Colonia, in Germania, dove ha frequentato alcuni gruppi di estrema destra all’interno delle locali tifoserie calcistiche.All’epoca si fece notare per la partecipazione a diversi scontri con tifosi avversari e nel 2016 partecipò a diversi episodi violenti registrati a Marsiglia.
In quegli anni divenne un personaggio di spicco nella scena del teppismo calcistico europeo e nell’ambiente delle arti marziali di estrema destra. In seguito alla sua decisione di trasferirsi a Kiev, il governo tedesco gli cancellò nel 2019 il permesso di soggiorno e gli impose il divieto di ingresso nell’area Schengen.
Attualmente, secondo le autorità di Berlino, Kapustin – noto anche come Denis Nikitin – è «uno degli attivisti neonazisti più influenti»di tutto il continente europeo.
“Politico” ricorda che “Nikitin” gestisce una linea di abbigliamento – la “White Rex” – caratterizzata da messaggi razzisti e ultranazionalisti che inneggiano ad una Russia “etnicamente pura e omogenea”, oltre che dall’uso del numero “88” che si riferisce alle lettere iniziali del saluto “Heil Hitler”.
Intervistato da Dettmer, Kapustin afferma che la priorità per i nazionalisti russi, in questa fase storica, è abbattere il governo di Putin, il che giustifica la collaborazione con gli ucraini.
Kapustin rifiuta l’etichetta di “neonazista” e si definisce «decisamente conservatore, tradizionalista di destra». Anche la maggior parte dei membri del Corpo dei Volontari Russi sono estremisti di destra.
La milizia si è formata informalmente nel 2014, operando all’interno del Battaglione Azov (costituito da membri di diverse organizzazioni neonaziste e neofasciste ucraine),
Ma CVR è stata riconosciuta dal Ministero della Difesa di Kiev e inglobata forze armate ucraine dall’agosto del 2022, inquadrata nella “Legione internazionale di difesa territoriale dell’Ucraina” che comprende anche altri gruppi di volontari, come la “Legione per la Libertà della Russia” o il “Battaglione Siberiano”.
Il CVR utilizza alcuni dei simboli del cosiddetto “Esercito Russo di Liberazione”, che durante la Seconda Guerra Mondiale collaborò con le truppe naziste tedesche contro Mosca e la popolazione sovietica.
Il principale artefice della collaborazione tra gli ultranazionalisti russi e l’intelligence militare di Kiev (Gur) sarebbe stato proprio Kyrylo Budanov, che nel corso di una diretta televisiva ha definito i miliziani dei “validi combattenti”, suscitando qualche contrarietà di alcuni settori delle forze armate ucraine.
«Ci hanno aiutato sin dal primo giorno. Hanno combattuto in molte delle aree più calde dell’Ucraina. Cercheremo di aiutarli il più possibile» ha affermato invece Budanov.
A “Politico” Kapustin ha spiegato che le incursioni della sua milizia in territorio russo sono coordinate con il Gur,che fornisce assistenza logistica, armi e sostiene economicamente il Corpo dei Volontari.
Nei giorni scorsi, commentando la strage compiuta da alcuni membri dello Stato Islamico a Mosca, in una intervista a The Times il capo del “Centro per la Lotta alla disinformazione” presso il “Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina”, Andriy Kovalenko,ha ammesso di puntare alle divisioni etniche tra le varie componenti della Federazione. Russa. Kiev vede di buon occhio una possibile spaccatura nella società russa su basi etniche. «L’attacco terroristico ha provocato la divisione tra le nazionalità in Russia e, naturalmente, è molto utile per noi sostenere eventuali divisioni nazionali e alimentarle con l’informazione. (…) Usiamo tutto il possibile perché sappiamo che fomentando le tensioni etniche indeboliamo la Russia» ha detto Kovalenko.
GiElle
