Il bilancio dell’attacco israeliano alla tendopoli nell’area di Tal as-Sultan è salito a 40 vittime. Lo sostiene l’agenzia di stampa Wafa – secondo quanto riporta Al Jazeera – citando fonti locali e aggiungendo che “la maggior parte dei morti sonno donne e bambini” e “molti sono stati bruciati vivi”. Decine i feriti che sono stati portati negli ospedali della zona che – secondo la Mezzaluna
180 feriti e 28 morti sono stati portati al centro per stabilizzazione per pazienti con traumi supportato da Medici Senza Frontiere (Msf).
“Siamo inorriditi, quello che è successo dimostra ancora una volta che nessun luogo è sicuro a Gaza. Continuiamo a chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo” dice Gaia Giletta, infermiera di Msf a Rafah.
Il centro dove sono arrivati i feriti è stato aperto lo scorso 15 maggio nella zona di Tal Al Sultan per ricevere, stabilizzare e poi trasferire i pazienti vittime di traumi ai pochi ospedali rimasti nella Striscia.
La Casa Bianca è a conoscenza dell’attacco israeliano al campo profughi di Rafah e sta raccogliendo maggiori informazioni. Lo riferisce un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale.
aggiornamento crisi mediorientale ore 11.04
