di Giuliano Longo
Il 17 maggiola fregata Admiral Gorshkov (nella foto) armata di missili supersonici e accompagnata da una nave cisterna d’appoggio, si era mossa per destinazione ignota dal porto di Severomorsk, nella penisola di Cola nel Mar di Barents ai confini con la Norvegia.
lo Stato Maggiore della Marina russo ha riferito laconicamente che la missione è diretta verso il “Nord Atlantico”.
Ma la vera missione della Gorshkov si è chiarita quando le principali agenzie di stampa di tutto il mondo hanno riportato la nota ufficiale del comando delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba.
Il comunicato riferiva che dal12 al 17 giugno attraccherà al porto de l’Avana un gruppo di quattro navi e vascelli della Marina russa.
Questa visita, hanno sottolineato i cubani, è legata alle storiche relazioni amichevoli tra Cuba e la Russia e rispetta rigorosamente le regole internazionali poichè nessuna di quella navi dispone di ha armi nucleari. Ora è evidente dove attraccherà la “Admiral Gorshkov”.
Oltre alla Admiral, è partito a anche il sottomarino a propulsione nucleare “Kazan” armato di missili a lunga gittata “Zircons” e “Calibres”.
Una situazione quasi senza precedentiescluso quello del settembre 2004 quando un altro sottomarino a propulsione atomica, fece visita alla base navale francese di Brest.
Altri tempi, altri rapporti fra l’Occidente e Mosca, mentreoggi il movimento di quelle navi assume l’aspetto di un avvertimento a Washington.
Un Warnig che fa seguito alle recenti dichiarazioni di Putin su una guerra asimmetricain risposta alla fornitura di missili occidentali a Lunga gittata autorizzati a colpire in territorio russo.
Anche se è francamente ridicola l’affermazione di Bidenche non avrebbe autorizzato a colpire Mosca con armi americane, come se non bastassero le decine di oblast e città distanti da Kiev solo qualche centinaio di chilometri.
Oggi è chiaro che quando Putin ha parlato di guerra “asimmetrica” le decisioni erano già state prese e gli equipaggi della Kazan e dell’Admiral Gorshkov avevano già lasciato le loro basi.
Ma poiché l’equipaggio del Kazan non ha ricevuto munizioni speciali per questa missione, significa che erano già stati raggiunti accordi con i cubani per non metterli in una posizione scomoda di fronte agli Stati Uniti e senza violare gli obblighi internazionali di nessuno.
Tant’è vero che da Washington non c’è stata alcuna reazione che evocasse la crisi missilistica cubana del 1962.
Oggi nessuno vuole arrivare a un altro conflitto mondiale, ma sicuramente il Cremlino tenta di dimostrare che può colpire con i sui missili ipersonici (un domani anche nucleari) la Florida o Huston in Texas,con armi di potenza anche superiore a quelle americane che colpiscono oggi Belgorod o Sebastopoli.
Questo è il vero obiettivo della presenza potenti navi da guerra russe a Cuba.
Ma c’è di più.
Il quotidiano moscovita Svobodna Pressacita un dispaccio dell’agenzia di stato Tassdel 2 aprile con il quale si affermava che il distaccamento di navi della flotta del Pacifico, composto dall’incrociatore missilistico della guardia “Varyag” e dalla fregata “Maresciallo Shaposhnikov“presto effettuerà una traversata transatlantica per visitare i porti dei paesi amici dell’America Latina”.
Questo distaccamento ha lasciato Vladivostokin Siberia alla fine di gennaio e da diversi mesi naviga nel Mediterraneo.
Lungo la strada le “Varyag” e la “Maresciallo Shaposhnikov” hanno preso parte ad esercitazioni congiunte con iraniani e cinesi nelle acque del Golfo di Oman nel Mar Arabico.
D a sud a nord le navi russe hanno quidi attraversato il Mar Rosso, oggi estremamente turbolento a causa dello scontro armato tra gli Houthi e americani, inglesi e israeliani.
Evidentemente presto si avranno notizie sul passaggio delle due navi dallo Stretto di Gibilterra in direzione dell’Atlantico.
Una conferma significativa che il Cremlino ha iniziato a prevedere già da gennaio la sua “azione di ritorsione”contro gli americani nei Caraibi.
Inoltre fonti di intelligence occidentali parlano del possibile coinvolgimento degli aerei dell’aviazione russa a lungo raggio in una serie di esercitazioni della Marina russa nel Mar dei Caraibi.
Come è già successo già nel 2008, e poi nel 2018, quando i vettori missilistici strategici Tu-160 hanno effettuato voli di più ore verso gli aeroporti venezuelani.
In conclusione, a breve i russi potrebbero concentrare una forza militare abbastanza ragguardevole alle porte degli Stati Uniti che certamente non resteranno indifferenti e sono ampiamente in grado di contrastarla in caso di conflitto.
Ma il problema è politico: può l’atletico Joe Bidencontinuare a saltellare dall’Ucraina ai Caraibi, dal Medioriente al Mar Cinese all’insegna di “America number one”?
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.18
