Esteri

Unicredit-Commerzbank, Scholz non aiuta la UE a diventare una superpotenza finanziaria

 

L’ostilità di Olaf Scholz nei confronti dell’operazione di UniCredit su Commerzbank è un segnale che l’integrazione paneuropea rimarrà irraggiungibile.

Una banca italiana fa una mossa per acquisire una banca, un tipo di alleanza che i leader europei chiedono da anni per  competere con i rivali degli Stati Uniti e dell’Asia. Questa settimana UniCredit ha effettivamente fatto un’incursione nella Commerzbank, ma gli interessi di Berlino deludono la prospettiva di reale integrazione europea.

Olaf Scholz in persona ha definito la mossa Unicredit come un ‘“attacco ostile”.  Anche se tutti gli Stati UE (a parole) chiedono una maggiore integrazione finanziaria, quando si trovano di fronte a una potenziale acquisizione da parte di gruppi nazionali (non solo Italiani) hanno dei ripensamenti.

A Berlino temono che gli italiani, qualora acquisissero una quota della Commerzbank maggiore di quella del governo tedesco, potrebbero indebolire i prestiti alle piccole e medie imprese manifatturiere considerate la spina dorsale anche della economia tedesca.

Da tempo in molti  accusano la Germania di dare priorità ai propri interessi a scapito del mercato unico europeo, come quando  durante la crisi del Covid e lo shock energetico legato all’Ucraina del 2022, il suo protezionismo si manifestò sovvenzionando pesantemente la sua industria nazionale, senza curarsi dei danni ai paesi più piccoli dell’UE che non potevano permettersi di competere con tanta generosità.

Costruire interconnessione tra i settori finanziari dei paesi dell’UE è stato l’obiettivo dei leader europei sotto il nome di Unione bancariache in parte consente  fusioni per creare grandi banche oltre i confini e non  legate alle sorti  dei governi dei loro paesi d’origine.

Dato il predominio delle banche nel settore finanziario europeo, l’Unione bancaria è inestricabilmente legata al progetto dell’Unione dei mercati dei capitali dell’UE.

 

Viceversa, come riportato nel rapporto Draghi, la frammentazione bancaria rappresenta un freno alla crescita e alla creazione di ricchezza, solo considerando che la  più grande banca statunitense, JPMorgan Chase, vale più delle prime 10 banche europee messe insieme.

Ma Scholz lunedì ha detto di essere contrario a un’acquisizione, dopo che Unicredit  ha dichiarato di aver acquisito i diritti per una quota del 21% che la  renderebbe il maggiore azionista della banca tedesca, prima azionista anche rispetto al governo di Berlino.

Il ministro delle finanze liberale tedesco, Christian Lindner, nel frattempo, è sembrato prendere le distanze dalla linea dura di Scholz, affermando, pilatescamente che  “quella è una questione che riguarda la dirigenza e il consiglio di amministrazione della Commerzbank”.

Proprio come la Lufthansa  che ha acquistato un’Alitalia, alcuni sostengono che a UniCredit dovrebbe avere la possibilità di acquistare la sua controparte tedesca più debole. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha affermato che c’era un “libero mercato in Europa”e ha definito quello che st come un“doppio standard”.

 

Stefan Wittmann, rappresentante sindacale e membro del consiglio di sorveglianza della Commerzbank, ha sottolineato il possibile lato negativo dell’operazione che porterebbe a perdite di posti di lavoro, citando l’ampia partecipazione di UniCredit in titoli di Stato italiani, la volatilità nei mercati finanziari che potrebbe “avere un effetto domino”sull’economia tedesca se l’accordo andasse avanti.

Solo che a  fine giugno, l’Italia rappresentava solo il 35% dei 108 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti da UniCredit e il 38% del suo portafoglio prestiti da 383 miliardi di euro, mentre Germania ed Europa centrale insieme ne rappresentavano di più.

Certamente Scholz, politicamente pencolante anche nella sua coalizione di governo,  ha cose più importanti per la testa. Ma la BCE sta elaborando  una richiesta di UniCredit per il permesso di aumentare la sua quota fino al 30%. e  Christine Lagardesostiene che “molte autorità hanno auspicato fusioni transfrontaliere e sarà molto interessante vedere come questo processo si svolgerà nelle prossime settimane“.

Considerando che le elezioni per il parlamento federale tedesco si terranno tra solo un anno, si tratta di una partita lunga, tocca vedere chi avrà più resistenza fra Unicredit e il Governo tedesco, ma sull’esito finale a favore della banca italiana, lascia pochi spazi all’ottimismo.

Balthazar

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