Esteri

L’Europa non trova punti d’intesa ed è sempre più divisa

 

di Andrea Maldi

 

“Manteniamo calma e sangue freddo… dobbiamo fare di più e meglio per la nostra sicurezza” ha espresso Il Presidente francese Emmanuel Macron che ha convocato all’Eliseo un mini vertice con i leader di mezza Europa, probabilmente invitati in base alle capacità belliche e strategiche. Al tavolo delle trattative sono presenti Germania, Francia, Italia, Polonia, Danimarca, Inghilterra, Olanda, Spagna e i vertici della Nato e Ue.

“Cerchiamo una pace forte e duratura in Ucraina. Per ottenerla, la Russia deve porre fine alla sua aggressione, e questo deve essere accompagnato da forti e credibili garanzie di sicurezza per gli ucraini, altrimenti c’è il rischio che questo cessate il fuoco finisca come gli accordi di Minsk. Lavoreremo su questo insieme a tutti gli europei, americani e ucraini. Questa è la chiave… siamo convinti che gli europei debbano investire meglio, di più e insieme nella loro sicurezza e difesa, sia per il presente che per il futuro… ” ha sostenuto il Presidente transalpino.

 

Il premier ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una lunga telefonata con Emmanuel Macron, assicurando di avere una “visione comune sulle garanzie di sicurezza che devono essere solide e affidabili… Qualsiasi altra decisione senza tali garanzie, come un fragile cessate il fuoco, non sarebbe altro che un ulteriore inganno della Russia e un preludio a una nuova guerra russa contro l’Ucraina o altre nazioni europee”.

 

Ma il mini vertice non è esattamente andato come avrebbe voluto Macron: da un lato il possibile accordo negli investimenti militari esclusi nella procedura per deficit eccessivo e l’intesa sui titoli di credito per la difesa (defence bond). Dall’altra le opinioni sono contrastanti per quanto riguarda un eventuale invio di truppe di pace in Ucraina. Sebbene il Whashington Post scrive che è in atto un piano dell’Ue per sostenere l’Ucraina con una compagnia militare di circa 25 mila soldati, il premier polacco e presidente di turno dell’Ue Donald Tusk scarta a priori un intervento militare in Ucraina, così come il cancelliere tedesco Olaf Scholz che definisce “altamente inappropriata l’ipotesi di inviare truppe nello Stato ucraino”. Sulla stessa linea anche il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il premier spagnolo Pedro Sanchez. Di diversa opinione invece è il primo ministro inglese Keir Starmer che, chiedendo garanzie agli Stati Uniti, sostiene “Siamo pronti e disponibili a contribuire alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina inviando le nostre truppe sul terreno se necessario”.

“La Russia minaccia tutti noi” dichiara invece la primo ministro danese Mette Frederiksen che va più cauta ma non esclude a priori un possibile invio di soldati, che ora ha che fare anche con la minaccia del Tycoon sulla Groenlandia.

In conclusione un mini-summit di diverse valutazioni, dove passerà del tempo per mettere tutti d’accordo.

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