“Se l’Europa pensa di sopravvivere a questa fase continuando a far finta di niente o a pretendere di iper regolamentare tutto, semplicemente non sopravviverà e abbiamo un problema più grande dei dazi americani”. Lo afferma, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione degli incontri con le categorie economiche sul tema dazi imposti dagli Usa. “Visto che gli Stati Uniti impongono dei dazi, approfittiamo per togliere, qui, dazi che ci siamo autoimposti. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, che stanno avendo un impatto pesantissimo sul nostro tessuto produttivo e industriale, a partire dal settore automotive. Se queste norme non erano sostenibili ieri, non lo sono a maggior ragione oggi”, aggiunge la premier. “Credo che sia arrivato il momento di affrontare con maggior coraggio la questione, e di chiedere fortissime correzioni a questo piano – questo è sicuramente uno dei temi che mi interessano di più. Nel breve termine c’è stato un primo segnale sulle multe spalmate fino al 2027, ma bisogna fare di più – come sapete l’Italia si è fatta promotore di un non paper insieme alla Repubblica Ceca – soprattutto nel senso di rivedere la tempistica e di riconoscere a pieno il principio della neutralità tecnologica, che è entrato per la prima volta in un documento nell’ultimo Consiglio europeo. Penso, inoltre, alla necessità di rafforzare la competitività delle nostre imprese, accelerare il percorso verso il mercato unico, accelerare la riforma del mercato elettrico, e penso alla semplificazione, visto che l’Unione europea è soffocata dalle regole e le regole sono alla fine delle tasse, dei dazi autoimposti. Anche a questo proposito, chiederemo in Europa una rapida approvazione del primo dei pacchetti omnibus, che in questo senso può dare un segnale importante ai settori produttivi”, afferma.
MELONI: A WASHINGTON IL 17 APRILE, PARLERÒ CON TRUMP
“La sfida da esplorare è invece quella che l’Italia è stata tra le prime nazioni a promuovere, e che anche la Presidente von der Leyen lo ha ribadito ieri, ovvero la possibilità di azzerare i reciproci dazi sui prodotti industriali esistenti con la formula “zero per zero”. In questo mi pare che ci sia da parte della presidente della Commissione e da parte del Commissario al Commercio che sta trattando una disponibilità. È questo il negoziato che deve vederci tutti impegnati e a tutti i livelli, che vede impegnati noi e che impegna me che sarò a Washington il prossimo 17 aprile e ovviamente intendo affrontare anche questa questione con il presidente degli Stati Uniti”, spiega Meloni.
MELONI A CATEGORIE PRODUTTIVE: NUOVO PATTO PER FAR FRONTE COMUNE
Meloni spiega che “forti della nostra ritrovata credibilità, forti di una politica di bilancio che è stata estremamente seria e che diciamo non ha gettato soldi dalla finestra, e chiaramente con questo quadro di riferimento, quello che io vorrei fare è sottoporre alle categorie produttive, al mondo del Made in Italy e a tutte le organizzazioni datoriali e sindacali, un nuovo patto per fare fronte comune rispetto alla nuova delicata congiuntura economica che stiamo affrontando”. E ancora: “Il nostro obiettivo è utilizzare la crisi per rendere il nostro sistema economico più produttivo e competitivo. Le crisi, ricordiamocelo, sono sempre un’occasione, la parola crisi, io lo ricordo sempre viene dal greco “krisis” che significa scelta, decisione, la crisi impone di stabilire le priorità di scelta”, sottolinea la premier.
MELONI: DIFFICILE PREVEDERE EFFETTI SU PIL, MA ALLARMISMO GENERA DANNI
Per la premier “è molto difficile valutare con precisione quali saranno le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e quindi dobbiamo ragionare anche tenendo conto di questi elementi. Però ho la certezza che il panico e l’allarmismo che si stanno generando rischiano di fare molti più danni della misura in sé. Lo dico perché quello che abbiamo visto in questi giorni è che hanno toccato anche aziende non minimamente connesse all’export verso gli Stati Uniti”. “Lo dico anche perché vi devo ringraziare per aver espresso anche voi la necessità di non alimentare il panico e su questo davvero serve una alleanza comune perché l’impatto maggiore può arrivare per paradosso da questa azione istintiva piuttosto che dalle misure reali”, aggiunge Meloni.
MELONI: EVITARE SOVRAPPRODUZIONE CINA, BENE TASK FORCE UE SU IMPORT
“C’è un’altra importante questione che l’Europa inevitabilmente si trova ad affrontare, e cioè la salvaguardia del mercato interno. È necessario evitare che la sovrapproduzione della Cina e di altri Paesi soprattutto asiatici colpiti dai dazi statunitensi impatti nel nostro mercato interno. Correttamente, su questo, la Presidente della Commissione UE von der Leyen ieri ha proposto di istituire una task force per la sorveglianza delle importazioni, proposta che l’Italia ha sostenuto. Questa è una delle grandi questioni che andranno affrontate nelle prossime settimane”, afferma Meloni.
MELONI: PER IMPRESE 32 MLD DA PNRR, FONDI COESIONE E PIANO CLIMA
Quattordici miliardi dalla revisione del Pnrr “per sostenere l’occupazione e aumentare l’efficienza della produttività”. Altri 11 dalla revisione della politica di coesione, che “possono essere riprogrammati a favore delle imprese, dei lavoratori e dei settori che dovessero essere più colpiti”. E circa 7 miliardi dal Piano Sociale per il Clima, per “ridurre i costi dell’energia per famiglie e microimprese, attraverso misure per compensare i costi logistici e incentivare le tecnologie pulite”. Sono 32 in tutto i miliardi che il governo ha individuato per fronteggiare l’introduzione dei dazi da parte degli Usa senza “impatto sulla finanza pubblica”. A illustrarle alle organizzazioni di categoria è stata la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro di oggi a palazzo Chigi. “Vogliamo che anche oggi l’eventuale riprogrammazione delle risorse sia il frutto di un intenso lavoro di ascolto e di collaborazione con voi, che intendiamo avviare oggi. Ed è proprio nella flessibilità del PNRR, che intendiamo chiedere alla Commissione, come già fatto nel 2023, che possiamo individuare le soluzioni per dare risposte tempestive e concrete al sistema produttivo. Abbiamo individuato nell’ambito della dotazione finanziaria del Recovery italiano e della sua prossima revisione circa 14 miliardi di euro che possono essere rimodulati per sostenere l’occupazione e aumentare l’efficienza della produttività”, ha detto Meloni.
“Una ulteriore opportunità che intendiamo cogliere è quella della revisione della politica di coesione che la scorsa settimana è stata approvata dalla Commissione su proposta del vicepresidente Fitto. Il nostro paese ha 75 miliardi di euro (42,7 europei, gli altri cofinanziamenti nazionali) da spendere fino al 2029 distinti in 26 miliardi di euro assegnati ai programmi nazionali e 43 ai programmi regionali. In questo ambito, circa 11 miliardi di euro possono essere riprogrammati a favore delle imprese, dei lavoratori e dei settori che dovessero essere più colpiti. Anche in questo caso la riprogrammazione deve essere definita d’intesa con la Commissione Europea”. “In questi mesi stiamo poi programmando, è infatti in corso una consultazione pubblica, il Piano Sociale per il Clima, con una dotazione UE di 54 miliardi (2026-2032), che prevede per il nostro Paese circa 7 miliardi di euro complessivi, destinato a ridurre i costi dell’energia per famiglie e microimprese, attraverso misure per compensare i costi logistici e incentivare le tecnologie pulite. Siamo impegnati, quindi, a individuare tutte le risorse, partendo da quelle disponibili che non hanno un impatto sulla finanza pubblica, e siamo qui per avviare un ragionamento con voi su come spendere al meglio queste risorse”, ha concluso Meloni.
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aggiornamento dazi ore 14.52
