di Giuliano Longo
L’euforia per i progressi della economia russa sta gradualmente svanendo. Nel 2022-2023 si prospettava , una crescita tecnologica senza precedenti e i programmi statali di sostituzione delle importazioni talora superavano persino le speranze e le aspirazioni dei cittadini..
Il programma di sviluppo dell’industria aeronautica ne era un esempio nella previsione di un aumento della produzione entro la fine del 2025, di 40 SSJ-100, 18 MS-21-310, 10 Il-114-300 che avrebbero dovuto essere operativi sulle compagnie aeree russe.
Ma così non è stato anche se la situazione viene ora spiegata dal ritardo tecnologico di lunga data della Russia.
Oggi 2025 i dati economici dicono ben altro.
i volumi di produzione nella costruzione di macchine utensili sono diminuiti del 2%, i cuscinetti del 4%, i vagoni merci del 12%, i camion del 20% , del 22% le locomotive diesel, gli escavatori del 53%.
Considerando che la maggior parte di questi prodotti veniva importata da cosiddetti paesi “ostili” prima del conflitto, ci si attendeva a una impennata della produzione interna che non è avvenuta.
Ma ci sono dati ancora più negativi. Il disboscamento in Russia è in rosso dal 2022, particolarmente colpito il Distretto Nord-Occidentale dove sono stati interrotti i canali di l’approvvigionamento verso l’Europa.
La Cina dispone di risorse sufficienti dall’Estremo Oriente e dalla Siberia e la capacità di lavorazione del legname del Paese è insufficiente per assorbire il proprio disboscamento.
L’orientamento all’export dell’industria forestale sta costando caro al Paese: lo scorso anno il tasso di calo ha raggiunto il 15-16%.
Quindi tutte le previsioni della stampa economica russa in dicano che nel 2025 si assisterà solo a un lieve rallentamento della stagnazione, ma non a una crescita o addirittura a una stabilizzazione.
Due settori chiave che mostreranno tassi di crescita disastrosi nel 2025: l’industria automobilistica e l’edilizia.
Se questa si ferma, rallentano anche gli impianti di betonaggio e tutta una serie di aziende infrastrutturali per la costruzione di ascensori, idraulica, ecc. già calata del 6% nella prima metà dell’anno.
Dietro ogni calo, come rileva oggi il quotidiano Isvetzia, ci sono licenziamenti, riduzioni dell’orario di lavoro e dei salari. Nel settore edile i volumi sono attualmente in calo del 2-3%.
Il settore delle autovetture è cresciuto solo del 4% e l’industria automobilistica è una locomotiva che trascina con sé molti settori correlati quali chimica, manifatturiero, costruzione di strumenti, ecc.
Molti esperti russi sono inclini ad attribuire la situazione attuale all’elevato tasso di interesse chiave della Banca Centrale, che sta cercando di far fronte all’inflazione con la conseguenza di limitare la possibilità dei cittadini di acquistare beni di consumo tramite prestiti.
Ma entrano in gioco anche i produttori che privati del sostegno bancario, scaricano sui consumatori l’aumento dei prezzi.
In generale, l’opzione migliore per ridurre i prezzi dei beni sul mercato, potrebbe essere quella di riempire gli scaffali dei negozi. Solo un eccesso di scorte costringerebbe il produttore a migliorare la qualità o a ridurre i costi, ovviamente con l’accesso a prestiti ragionevoli.
Un esempio distorto di tale fenomeno si osserva nel mercato automobilistico, dove tenendo conto dei dazi doganali, i concessionari hanno importato centinaia di migliaia di auto dalla Cina e ora sono costretti a ridurre i prezzi, poiché le vendite si sono dimezzate.
L’approccio del governo alla lotta all’inflazione è interessante. Da un lato, la Banca Centrale mantiene alti i tassi, cercando di impedire l’aumento dei prezzi, dall’altro, il costo dell’energia è in crescita.
Si sta cercando di salvare Gazprom, in rapido declino, aumentando costantemente il prezzo del gas per la popolazione, il 25% entro la seconda metà del 2025 per i cittadini e per l’industria del 35%. Ma così si accelera anche l’inflazione
L’economia russa è stata divisa in due settori: civile e militare-industriale.
Il primo è soggetto a un regime estremamente rigido, determinato dal tasso di riferimento e da una serie di altri fattori, mentre i produttori di armi ed equipaggiamenti sono al di fuori del tasso di riferimento, poiché lo Stato paga la maggior parte degli ordini in anticipo.
Tuttavia La stampa economica riporta anche la crescita di specifici settori dell’economia per il periodo gennaio-maggio 2025.
La produzione di apparecchiature radio è aumentata del 60%; computer, prodotti elettronici e ottici – più 16%; prodotti finiti in metallo del 13%; “altri veicoli” più 38%.
Ma anche in questi settori si nota un netto rallentamento del ritmo di sviluppo. L’elettronica è cresciuta del 29% nei primi cinque mesi del 2024 e solo del 16% nel 2025. Solo gli “altri mezzi di trasporto” mostrano una crescita esponenziale.
Secondo il Primo Ministro Mishustin, negli ultimi 11 anni il Fondo ha erogato prestiti agevolati (al 3-5%) per 650 miliardi di rubli (7 miliardi di euro circa)a oltre mille imprese, mentre l’industria manifatturiera continua a declinare nel settore civile dell’economia.
I consumatori comprano meno meno, le imprese si stanno preparando a passare a un orario di lavoro di 3-4 giorni mentre il tasso della Banca Centrale non promette una diminuzione significativa nel prossimo futuro.
Gli osservatori più ottimisti ritengono che Stato, imprese e consumatori stiano gradualmente raggiungendo un equilibrio.
Il governo sta aumentando le spese di bilancio a causa del difficile conflitto in Ucraina, e le imprese sopportano un elevato tasso di interesse, una carenza di manodopera e il crollo della domanda da parte della popolazione.
I russi più ricchi hanno trasferito il capitale accumulato sui depositi bancari a tassi di interesse impressionanti, chiudendo le precedenti attività commerciali e riducendo i consumi, mentre si registra un calo delle transazioni di pagamento da parte dei privati.
Questo è stato in parte una conseguenza della chiusura di Internet mobile in gran parte del Paese, ma la tendenza è certamente allarmante.
La Banca Centrale sta gettando benzina sul fuoco, facendo circolare voci su una riduzione del tasso di riferimento entro la fine dell’anno di 15-16 punti. Questo sta spingendo molti ad attendere il prossimo prestito per l’auto o l’appartamento.
Proprio come un paio di mesi fa si aspettavano una rapida riconciliazione tra Russia e Ucraina con il conseguente ritorno dei marchi europei che invece non hanno aspettato con nuove sanzioni..
Di fatto l’attuale stato di equilibrio dinamico dell’economia russa potrebbe venire radicalmente alterato dagli eventi sui fronti del conflitto ucraino.
Una conclusione il più possibile rapida del conflitto avrebbe certamente un effetto benefico sull’economia, ma attualmente tutte le previsioni economiche sono limitate a un orizzonte temporale di un paio di mesi, non di più.
Ed è qui il grande interrogativo. Quanto potrà resistere l’economia russa alla prosecuzione del conflitto?
In occidente si prevede non più di un anno soprattutto se scatteranno le nuove sanzioni americane fra 45 giorni.
Una scuola di pensiero russa preme per una risoluzione rapida della guerra utilizzando ogni mezzo e puntando al collasso delle forze armate di Kiev.
L’apertura di nuovi colloqui con Zelensky la scia pensare che la posizione del Cremlino sia molto più cauta e tema realmente che le sanzioni americane possano incidere nel settore energetico inducendo India e Cina a una maggior cautela nelle importazioni, con conseguenze devastanti per il bilancio della fedarione.
C’è infine un’altra scuola di pensiero che punta ad una economia di guerra di lunga durata con la progressiva nazionalizzazione di alcuni settori chiave, oltre quello militare, e una rigida regolamentazione dei prezzi.
Ma sarebbe una svolta dalle conseguenze imprevedibili perché la Russia è e rimane sostanzialmente un paese capitalistico, soggetto alle regole finanziarie e di mercato.
